Pagina 2 | Gasperini alla Roma, ci siamo. Ma non si possono escludere altri colpi di scena…
Gasperini e la Roma, cosa manca
Tutto fatto allora? No. Gasperini deve ancora incontrare la Roma per parlare di soldi e di programmazione. Ci sarà una trattativa, che come tale può anche saltare per questioni economiche o tecniche, per un contratto fino al 2028. E Ghisolfi tiene in ballo altri contatti per non rimanere spiazzato. Di sicuro la garanzia Ranieri, che metterà la firma ideologica sul sodalizio, è un bollino di affidabilità che Gasperini ha apprezzato, vista la stima per l’uomo. Ma Gian Piero vuole conoscere meglio anche il proprietario, mister Dan, per acquisire nel dettaglio le prospettive nel breve e nel medio termine: gli è stato già spiegato che la Roma deve sistemare i conti e che nelle prossime due sessioni di mercato non potrà alzare il livello degli investimenti sui calciatori. Però non intende separarsi dall’Atalanta, un club nel quale dopo nove anni esercita quasi un potere assoluto nelle valutazioni calcistiche, se non gli verrà promessa la stessa autonomia gestionale. L’organico, ad esempio, andrà ristrutturato per essere adatto ai suoi metodi di lavoro, non semplicemente ritoccato.
Friedkin è in Italia
Ieri intanto il jet privato di Friedkin è atterrato a Pisa. Ma non per forza il viaggio è legato a nuovi incontri per il futuro allenatore. Il presidente spesso frequenta alberghi di lusso in Toscana - ne possiede uno a Firenze - dove si occupa di affari e dove trascorre di tanto in tanto qualche ora di riposo. Semmai resta da capire quanto tempo ancora i tifosi dovranno aspettare prima dell’annuncio: detto che il migliore campionato della Roma dell’epoca americana, gli 85 punti con 3 giornate d’anticipo, venne costruito con un allenatore nuovo assunto il 12 giugno, Rudi Garcia, in questo caso non è facile da spiegare alla gente la lunga attesa. I Friedkin sapevano già da settembre, quando rinnegarono il triennio De Rossi dopo sole quattro partite, di dover ricominciare con un nuovo progetto. Eppure hanno preferito aspettare il grande domino delle panchine prima di affondare il colpo decisivo.