Gasperini alla Roma, ci siamo. Ma non si possono escludere altri colpi di scena…
ROMA - Esce Cesc, rientra Gasp. Sembrano acronimi, esclamazioni, imprecazioni, invece sono i soprannomi dei due allenatori che si sono più avvicinati alla Roma nelle ultime settimane. Fabregas è stato fermato dal Como, almeno per il momento, e forse da qualche tentennamento personale: si stanno liberando altre panchine, chissà chi lo chiamerà la prossima settimana. Inter, Milan, ogni sogno è plausibile. Gasperini invece non ha incrociato i sorrisi con l’Atalanta sui programmi futuri e sta per presentare le dimissioni a un anno dalla scadenza del contratto. Vuole ascoltare la Roma. Non è un mistero che Dan Friedkin lo abbia cercato già in inverno, dopo essere stato stregato dalla squadra che aveva tritato il Bayer Leverkusen nella finale di Europa League del 2024. Colloqui informali, senza vincoli. Nessuno aveva preso impegni su un piano triennale da condividere. Le parti avevano concordato di risentirsi alla fine della stagione. E così è stato, per interesse convergente: se l’uno sia la prima scelta per l’altra e viceversa, a questo punto interessa poco.
Gasperini, cosa è cambiato
Persino Ranieri, che aveva smentito con forza l’ipotesi Gasperini alla fine di marzo, ieri in Campidoglio non ha escluso il ritorno di fiamma. Tutto è spiegabile. Due mesi fa, con la corsa all’Europa e uno scontro diretto ancora da giocare, sarebbe stato inopportuno e indelicato aprire la porta al nuovo allenatore. Adesso però che il campionato è finito e la Roma è stata stoppata sul fronte Fabregas, non c’è più ragione di raccontare "il dieci per cento di bugie che gli ex calciatori diventati allenatori dicono".
