Ferguson è un corpo estraneo: la Roma ora pensa davvero di rispedirlo al Brighton

L’attaccante è un corpo estraneo nei meccanismi del gioco di Gasp: i giallorossi sondano il mercato per rimpiazzarlo
Lorenzo Scalia

ROMA Ferguson ha perso un’altra occasione. Contro il Napoli, l’attaccante irlandese è stato tra i peggiori in campo: impreciso, lento, quasi mai nel vivo del gioco. Gasperini lo ha tolto dopo l’intervallo, preferendo giocarsi la carta Baldanzi. Una bocciatura netta, inequivocabile e inevitabile. Perché con il pallone tra i piedi non ha funzionato praticamente nulla: passaggi sbagliati, pochi duelli vinti, nessuno scatto in profondità. Anche in fase di non possesso è apparso lontano dai livelli che avevano convinto la Roma a prelevarlo in prestito oneroso dal Brighton la scorsa estate. Insomma, dopo la mezz’ora in corsa contro il Midtjylland, la punta sembra tornata al punto di partenza, stile gioco dell’oca. Si impegna, ma spara a salve.

Ferguson, magro bottino

Il gol alla Cremonese allo Zini, il primo (e finora unico) dopo tre mesi di digiuno assoluto, era sembrato un punto di svolta. In quell’occasione Ferguson aveva esultato in modo polemico, portandosi l’indice alle labbra per zittire le critiche. Un gesto che oggi ha un altro sapore. Perché nelle successive due partite non è più riuscito a vedere la porta, né in campionato né in Europa League. Se il livello si alza, va in sofferenza sistematicamente. Di riflesso il suo score in giallorosso resta poverissimo: in 13 presenze tra tutte le competizioni ha messo da parte solo una rete e un assist. Troppo poco per un giocatore arrivato come rinforzo di spessore per il reparto offensivo di Gasperini, al di là della giovane età.


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Calciomercato Roma

Ferguson a rischio taglio

A gennaio, cioè tra una manciata di settimane, la situazione rischia di precipitare. Il Brighton, che continua a seguire da vicino l’evoluzione del suo pupillo, potrebbe riprenderselo. I rapporti tra i club sono ottimi. Di fronte all’evidente difficoltà di adattamento di Ferguson al calcio italiano, un ritorno in Premier League attraverso l’interruzione del prestito non si può escludere. La Roma, dall'altro lato, ha comunque la necessità di rinforzarsi in attacco a prescindere dal futuro di Evan, che comunque avrebbe la chance di rilanciarsi in un ambiente che conosce alla perfezione (a meno di un nuovo prestito all’estero). Se non si materializzerà un miracolo, il proseguimento dell’avventura di Ferguson all’Olimpico sembra fortemente in bilico. Se invece si deciderà di comune accordo di andare avanti, ci saranno altri mesi per tentare il rilancio. La concorrenza, però, sarà ancora più fitta lì davanti. Una cosa è certa: oggi come oggi quel riscatto fissato a 35 milioni di euro non ha presa sulla realtà.

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ROMA Ferguson ha perso un’altra occasione. Contro il Napoli, l’attaccante irlandese è stato tra i peggiori in campo: impreciso, lento, quasi mai nel vivo del gioco. Gasperini lo ha tolto dopo l’intervallo, preferendo giocarsi la carta Baldanzi. Una bocciatura netta, inequivocabile e inevitabile. Perché con il pallone tra i piedi non ha funzionato praticamente nulla: passaggi sbagliati, pochi duelli vinti, nessuno scatto in profondità. Anche in fase di non possesso è apparso lontano dai livelli che avevano convinto la Roma a prelevarlo in prestito oneroso dal Brighton la scorsa estate. Insomma, dopo la mezz’ora in corsa contro il Midtjylland, la punta sembra tornata al punto di partenza, stile gioco dell’oca. Si impegna, ma spara a salve.

Ferguson, magro bottino

Il gol alla Cremonese allo Zini, il primo (e finora unico) dopo tre mesi di digiuno assoluto, era sembrato un punto di svolta. In quell’occasione Ferguson aveva esultato in modo polemico, portandosi l’indice alle labbra per zittire le critiche. Un gesto che oggi ha un altro sapore. Perché nelle successive due partite non è più riuscito a vedere la porta, né in campionato né in Europa League. Se il livello si alza, va in sofferenza sistematicamente. Di riflesso il suo score in giallorosso resta poverissimo: in 13 presenze tra tutte le competizioni ha messo da parte solo una rete e un assist. Troppo poco per un giocatore arrivato come rinforzo di spessore per il reparto offensivo di Gasperini, al di là della giovane età.


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