Vertice d'urgenza a Trigoria per Rodrigo Mora: giornata decisiva, la Roma o dentro o fuori

D’Amico arriva a 50 milioni ma Villas-Boas pretende l’incasso certo tra un anno: come stanno le cose
Giorgio Marota

Pubblicato il 13.08.2026, 07:30

Alla Roma sta capitando sempre più spesso di sentirsi incudine e sempre più raramente di dettare il ritmo del mercato come farebbe un martello. Ieri è stata l’ennesima giornata di tensione a Trigoria. Sono infatti accadute quattro cose che hanno infiammato gli animi, costringendo Gasperini e D’Amico a una riunione d’urgenza con il nuovo amministratore delegato, Galantic. La prima: il Porto ha alzato un muro sulle condizioni poste dalla Roma per il riscatto di Rodrigo Mora. La seconda: Luis Henrique non avrebbe ancora manifestato la volontà di trasferirsi nella Capitale, forse non ottenendo garanzie di giocare un ruolo da protagonista essendoci già Molina e Wesley sulle fasce, sempre che dalla Premier qualcuno non si presenti con un’offerta monstre per l’ex Flamengo.

 

Guarda la gallery

 

Roma, gli obiettivi paralleli

La terza e la quarta riguardano obiettivi paralleli che rischiano di sfumare, togliendo alla direzione sportiva dei percorsi alternativi nel caso in cui Mora dovesse saltare: Martinelli è in trattativa con il Galatasaray, che ha offerto all’Arsenal 45 milioni di euro, mentre Fofana oltre a essere finito nell’orbita dell’Inter, è bloccato dal Lione fino al playoff di Champions contro il Fenerbahçe. Oggi è già un altro giorno e questo mercato sta insegnando a non dare nulla per scontato. Ieri, però, è stata indubbiamente una giornataccia al Fulvio Bernardini.


Roma, lo stallo e la scelta 

La questione Mora è evidentemente la più calda. Due sere fa i giallorossi erano convinti di aver chiuso la trattativa sulla base di un prestito oneroso (7-8 milioni) e un riscatto a più di 40, così da soddisfare la richiesta di 50. Ieri, però, da Oporto hanno spedito un messaggio differente: tra dodici mesi vorrebbero avere la certezza - e non l’ipotesi - di incassare, ma anche di vedersi garantire una percentuale sull’eventuale futura cessione del gioiello. Sono le condizioni dei riscatti, ormai, a indirizzare in un senso o nell’altro le trattative. Parlando di “obbligo”, il presidente Villas-Boas intende l’inserimento di situazioni facilmente verificabili- un numero di presenze, un obiettivo minimo di classifica - mentre D’Amico vorrebbe avere la libertà, a giugno del 2027, di decidere se comprare o meno il diciannovenne. Così per tutta la serata di ieri è proseguito lo stallo. Stamattina le parti torneranno ad aggiornarsi.

Roma, i movimenti sugli esterni

Le fasce rappresentano un’ulteriore urgenza. La Roma ha tre uomini per quattro slot (due e due) e avrebbe bisogno di un calciatore che possa essere molto più di un vice Wesley: Gasp vorrebbe tenere alto il livello tra Serie A e Champions e necessita di un altro titolare da abbinare a Molina e al brasiliano, considerando invece Rensch un jolly per entrambe le corsie. Potrebbero anche arrivare due terzini, ecco perché in parallelo la Roma si è mossa su Luis Henrique dell’Inter e su Udogie del Tottenham. In entrambi i casi i venditori chiedono 30 milioni, sull’esterno nerazzurro però si è trovata un’intesa attorno ai 28. Anche qui, i discorsi sull’accordo sono proseguiti per inquadrare la formula: la Roma non vorrebbe spendere subito questa cifra, bensì tra un anno e all’Inter, se le condizioni dell’acquisto non fossero così impossibili, potrebbe anche andar bene. Ma, come detto, il calciatore non ha ancora espresso gradimento alla destinazione. A differenza di Udogie, che ha detto subito un convinto sì.