Roma, Balerdi non è di passaggio: punta a fare il titolare

Il difensore argentino è timido e schivo, ma vuole imporsi: affare da 16 milioni per i giallorossi
Giorgio Marota

Pubblicato il 30.08.2026, 09:26

ROMA - Erano quindici, forse venti - ma certamente non di più - i tifosi che ieri pomeriggio hanno sfidato l’afa e il caldo asfissiante dell’ennesima giornata da bollino rosso per accogliere Leonardo Balerdi. A Ciampino non c’era la folla che il 18 agosto aveva steso un simbolico tappeto giallorosso a Rodrigo Mora e neppure quella, meno numerosa ma comunque rumorosa, che s’era affannata a dare il benvenuto a Nahuel Molina. I 500 in delirio per il portoghese, un colpo da 50 milioni complessivi, hanno lasciato il posto a un gruppo molto più ristretto di tifosi, coi quali “Leo”, come l’hanno già chiamato in modo affettuoso, è entrato subito in confidenza col suo approccio mite e riservato. "Ciao, ciao", li ha salutati, come fossero vecchi amici ritrovati. Loro gli hanno chiesto tutti la foto, grandi e piccoli, e lui non si è sottratto. Più che un impegno, ogni selfie o autografo è sembrato un gesto sentito. Dopo ogni scatto o firma Balerdi diceva "grazie", come se pure quell’accoglienza timida la sentisse un po’ esagerata. Balerdi, del resto, è uno di quelli abituati a poche parole e tanti fatti. Per questa ragione il suo è stato uno sbarco quasi intimo, di quelli a cui ormai non siamo più abituati visto il calore esagerato della piazza romanista.  

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L'arrivo di Balerdi a Roma

Il volo partito da Marsiglia era in orario - altro fatto curioso, di questi tempi - e ha toccato la pista dell’aeroporto romano alle 17.40. Il tempo di recuperare il bagaglio, uscire dal gate e salutare i presenti: in un paio di minuti il nuovo acquisto, il quinto della sessione estiva, era già seduto nel van che lo ha condotto nella struttura vicino Trigoria utilizzata dalla Roma per le visite mediche. La sua avventura è cominciata un po’ sottotono almeno dal punto di vista mediatico, un po’ come lo è stata la trattativa, inedita se vogliamo per le tempistiche lampo (meno di 24 ore) e quasi banale visti i continui tira e molla (senza dimenticare i voltafaccia) a cui ha abituato questa intera sessione di mercato, giallorossa e non solo. 

Il contratto di Balerdi con la Roma

Quello di D’Amico a Marsiglia è stato un blitz in piena regola, facilitato da un rapporto tra l’OM e i giallorossi abbastanza consolidato dopo l’affare Vaz e rimasto saldo nonostante le tensioni sul caso Greenwood. La serenità con cui tutto è proceduto, probabilmente, non ha fatto scattare quella molla emozionale dell’assalto al gate, tipica dell’ambiente romanista. Fatto sta che Balerdi non ha voluto perdere tempo e si è subito sottoposto ai controlli di rito, terminati intorno alle 22.30 di ieri. Stamattina si recherà a Trigoria per firmare il contratto che dovrebbe legarlo al club fino al 2031. Il condizionale è d’obbligo non soltanto perché il caso Oosterwolde ha ricordato come le visite mediche non siano soltanto un passaggio di forma bensì di sostanza. E poi perché la formula con cui l’argentino si trasferisce è quella del prestito oneroso (1 milione) con diritto di riscatto a 15 milioni che diventa obbligo solo al verificarsi di determinate condizioni. Una riguarda il numero di presenze, almeno 25, l’altro il posizionamento della Roma in campionato. Con la qualificazione in Champions, ad esempio, Balerdi sarebbe automaticamente tutto giallorosso. In qualsiasi caso, l’ex capitano del Marsiglia, reduce da un infortunio muscolare che lo ha costretto a saltare il Mondiale, non si sente solamente di passaggio. Nella Capitale vorrebbe altresì mettere radici e giocarsi seriamente il posto da titolare con N’Dicka ed Hermoso.