Leweling sfuma in extremis ma a Gasperini restano i big: le ultime ore del mercato della Roma
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Roma, quindici sfumature di no
Dietro Leweling, però, c’è un’altra storia. È quella di una ricerca lunga, complicata, quasi infinita. Quindici giocatori trattati per il ruolo, quindici piste seguite con intensità diversa e poi finite nel nulla. Gittens non è mai davvero decollato, soprattutto per la richiesta del Chelsea di procedere con un acquisto a titolo definitivo. Luiz Henrique dello Zenit, invece, si è scontrato con le problematiche burocratiche legate ai passaggi di cartellini tra la Russia e il resto d’Europa. E poi tutti gli altri nomi lasciati lungo la strada: tra questi Greenwood (trattato per un mese, era il vero obiettivo), Summerville (c’era un aereo pronto per lui), Nusa, Fofana, Ezzalzouli. Senza dimenticare El Mala, che per accettare aveva imposto la condizione di portare con sé il fratello. Obiettivi inseguiti, trattative sfumate, piste raffreddate o mai realmente arrivate al traguardo. Una lunga lista che racconta bene quanto sia stata tortuosa la caccia della Roma. Tra i vincoli del settlement agreement e una concorrenza sempre più feroce, D’Amico non è riuscito a consegnare a GPG quel giocatore che l’allenatore aveva chiesto con insistenza prima a Massara e poi all’attuale diesse.
Roma, la medaglia sui big
Gasperini, però, non ha intenzione di alzare bandiera bianca. «Faremo battaglia lo stesso», ha ribadito dopo la vittoria contro il Lecce. Una frase che fotografa lo spirito con cui la Roma affronterà una stagione piena di appuntamenti: campionato, Champions e Coppa Italia. Con l’augurio di non rimanere con gli uomini contati. C’è però anche un altro lato della medaglia. La Roma è riuscita a trattenere tutti i big. Da Svilar a N’Dicka, fino a Koné, le offerte non sono mancate, ma la società ha sempre resistito. E proprio Koné, nelle ultime ore, era finito nel radar del Chelsea: nessuna proposta ufficiale, ma un contatto silenzioso con gli agenti che non ha comunque modificato la posizione della Roma. Il francese è rimasto, perché è considerato da Gasp un elemento determinante. È un risultato tutt’altro che indifferente.
Roma, la nuova caccia
Nel complesso, dunque, la rosa appare più forte rispetto a quella della scorsa stagione. I primi due risultati in campionato hanno dato subito una prima conferma. Ma dentro la rosa resta quella crepa, evidente: il terzino vice Wesley (chissà se potrà tornare utile Salah-Eddine, che ha rifiutato il West Ham) ma soprattutto l’ala sinistra di piede destro. Il giocatore che Gasp aspettava non è arrivato. Non è arrivato dopo una lunga estate, non è arrivato nell’ultimo giorno e non è arrivato nemmeno al fotofinish. La porta, però, non è chiusa per sempre. Anzi, è già aperta sul futuro. Perché quella fascia tornerà inevitabilmente al centro dei pensieri della Roma quando si riaprirà il mercato. La caccia all’ala è finita ed è già ripartita.
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