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Garcia distingua tra coraggio e presunzione

© Ansa

Ci sono tutti i peccati di questa Roma nel secondo tempo e nei secondi finali che hanno regalato il pari al Cska: presunzione e paura

 Stefano Barigelli

mercoledì 26 novembre 2014 11:11

Ci sono tutti i peccati di questa Roma nel secondo tempo e nei secondi finali che hanno regalato il pari al Cska: presunzione e paura. La presunzione di Garcia nell’inventare il cambio rischioso tra Nainggolan e Strootman. La paura che ha congelato la squadra nei secondi quartacinque minuti, dopo aver comandato nei primi. La Roma ha dato ancora una volta l’impressione di non essersi completamente liberata dallo choc del 7-1 del Bayern. Un’ombra lunga che ha oscurato il rendimento della squadra per tutta la partita contro il Napoli e per metà di quella di ieri.
Garcia di questi peccati ha la maggior parte delle responsabilità, a Mosca come contro il Bayern. La presunzione con cui dispose la Roma in quella sciagurata serata di ottobre, senza badare a difendersi contro una delle squadre più forti del mondo, è la medesima che ha spinto il tecnico francese ad azzardare l’ingresso di Strootman nel gelo russo con davanti dieci minuti così importanti. L’olandese è stato fuori per lunghissimi mesi e non era ieri l’occasione giusta per proseguire nel percorso di riadattamento a una partita vera. C’è alcune volte in Garcia un malinteso senso del coraggio, che finisce per sfociare nella spavalderia, quindi nell’autolesionismo. La Roma è tornata con merito in Champions dopo tre anni di assenza, in un girone giudicato da tutti proibitivo. E’ giusto aver scelto di affrontare le avversarie senza timori, ma non ha senso fare regali. Le grandi squadre sanno stare sul quel crinale che separa la consapevolezza della propria forza dalla presunzione. Consapevolezza che, per esempio, il Bayern ostinatamente ha cercato di ribadire a Manchester, sebbene in dieci e a qualificazione raggiunta. Non c’è riuscito e la Roma ora deve battere il City per essere sicura di passare agli ottavi, con il pari s’infila nel ginepraio delle combinazioni possibili. I giallorossi a Manchester hanno dimostrato di potercela fare: eliminare gli inglesi all’Olimpico il 10 dicembre è assolutamente alla loro portata. Non c’è occasione migliore per liberarsi in novanta minuti dalla paura, per tornare la squadra brillante che tutti hanno imparato a conoscere. Giocando senza aggrapparsi a calcoli, come sanno fare i vincenti. Senza cadere nella presunzione, come spesso capita ai perdenti.

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