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Il Capodanno della Roma

Il Capodanno della Roma
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Nello stesso giorno l’approvazione del piano dello stadio e gli ottavi di Champions

di Ivan Zazzaroni

martedì 5 dicembre 2017 22:43

La partita, una lunga attesa del gol della liberazione. Come quando aspetti la mezzanotte del trentundodici e i minuti passano lenti e tu sai che il momento arriverà, inevitabilmente; l’ansia è pressoché azzerata eppure conservi quel filo di impazienza che ogni attesa, anche la meno febbrile, comporta.

Il capodanno della Roma si materializza all’ottavo della ripresa, Perotti stappa la boccia - tutto finito, tutto prosegue - e allora ne approfitto per celebrare Di Francesco, esercizio che mi riesce naturale.

Allenatore mai sfasato, portatore sano di risultato e gran cultore del lavoro, Eusebio non ha ancora litigato con un giornalista ma sa alzare la voce, non ascolta le radio, né il rumore dei nemici, i giornali però li legge; non vede ombre dove non ci sono, non si preoccupa della piattezza di un concetto; non sbatte la testa sul tavolo: porta gli occhiali; non è diffidente. Dice sorridendo che Spalletti, il predecessore, è più bravo di lui ma meno simpatico. Non è un tipo malinconico, è lineare, equilibrato: trasmette serenità. In poche settimane si è capito perché Squinzi ci ha messo un po’ prima di liberarlo.

La sua Roma è tra le prime sedici d’Europa. Aveva il compito più duro: togliere il posto al Chelsea di Conte e Abramovich o all’Atletico di Simeone e della Wanda, e c’è riuscita. Da prima. Due i passaggi-chiave, due le prestazioni che anche il tassista con l’auto tappezzata di lupe e bandiere giallorosse (“ho fondato il San Lorenzo di Terza categoria”) considera tra le più belle della storia internazionale della Magica: il 3-3 di Stamford Bridge e il 3-0 dell’Olimpico, Kolarov l'uomo dell'impresa, l'mvp.

Per De Rossi i cinque mesi con Di Francesco sono “i migliori di sempre”, per squadra e tifosi i più lievi e respirabili da anni.

Nello stesso giorno l’approvazione del piano dello stadio e gli ottavi di Champions: il capodanno della Roma è giunto in anticipo.

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