Conte, da Suarez a Ronaldo
© Inter via Getty Images
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Conte, da Suarez a Ronaldo

La differenza, nella notte del Nou Camp, la fanno due fuoriclasse come Messi e Suarez perché l’Inter non è più quella dell’anno scorso, che si consegna al Barça e cerca di prenderne il meno possibile. Solo due, quella notte, con Spalletti in panchina ma potevano essere quattro o cinque. Altri due adesso, con Conte: ma abbiamo visto una squadra coraggiosa e preparata, oltre che sfortunata, perché entra in campo con una tale personalità che solo per qualche dettaglio contrario non raddoppia dopo il gol di Lautaro e allora per Valverde sarebbero stati guai seri.

L’Inter gioca un primo tempo perfetto, da manuale del calcio italiano. Ma non parliamo di volgare catenaccio bensì di una difesa organizzata e di una grande qualità nelle ripartenze, tanto che la squadra riesce ad arrivare ripetutamente nell’area spagnola con tre o quattro passaggi, proprio come in occasione del gol lampo di Lautaro. Palla recuperata, imbucata e capolavoro del Toro nerazzurro che in questa notte del Nou Camp si rivela come un grande centravanti e non come una seconda punta da sacrificare un anno accanto a Icardi e da adesso, probabilmente, come spalla di Lukaku. Velocissimo, l’argentino infila Ter Stegen che una mezzoretta dopo gli negherà il bis con una parata che vale una “busta” di Messi: il colpo di testa con torsione del collo era stato perfetto, da bomber, appunto. L’Inter sembra un’orchestra: Barella e Sensi diventano un incubo per il Barça che commette l’errore di difendere in mezzo al campo, con una aggressività più inglese che spagnola e ogni volta che non recupera la palla, sono dolori perché Conte ha preparato l’appoggio su Sanchez e Lautaro, attaccanti bravissimi a fare l’uno-due. Messi guarda, in questa prima parte della contesa, ma gioca a nascondino perché nella ripresa si accende e cambia la partita con Vidal, proprio uno degli uomini di Conte all’epoca della resurrezione juventina. Non è un mistero che il tecnico abbia provato a riportarlo a casa, proprio all’Inter, perché il cileno è uno che regala scosse alle partite come questa. Sul suo traversone, Suarez calcia al volo di destro e segna un gol alla Ronaldo. Tutti in piedi, il Barcellona pareggia, mette l’Inter alle corde e arriva il raddoppio del pistolero con un’altra giocata ricca di talento: Messi apre in due la difesa nerazzurra, l’uruguagio con il primo tocco evita due avversari e con il secondo mette in porta. Il verdetto del Nou Camp è negativo, come la classifica di Champions, ma l’Inter è più viva che mai, studiata e preparata per contendere subito lo scudetto alla Juve e non certo per riconquistare l’Europa al primo assalto. Per quello ci vorrà tempo, per la sfida contro Sarri e Ronaldo soltanto ancora pochi giorni. E sapremo la prima, mezza verità.

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