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Barcellona-Napoli, si va verso le porte chiuse

Non è ufficiale, ma il ritorno degli ottavi di Champions si disputerà senza tifosi

Barcellona-Napoli, si va verso le porte chiuse
© LAPRESSE

La decisione non è ancora definitiva, ma tutto fa pensare che, il prossimo 18 marzo, Barcellona e Napoli si giocheranno la qualificazione ai quarti di Champions League davanti a 99.354 sediolini vuoti. La risoluzione sarebbe stata già presa, in realtà, sabato scorso, nel corso di una riunione d’urgenza, convocata da una speciale commissione che contempla i Dipartimenti di Salute, Interni e Sport della Generalitat de Catalunya, l’organo di Governo locale, che doveva decidere, nello specifico, sull’opportunità di cambiare data alla Maratona di Barcellona, poi effettivamente spostata dal prossimo fine settimana al 25 ottobre. Nell’occasione, però, è stata toccata anche la questione Barça-Napoli e, in considerazione delle allarmanti notizie che giungono dall’Italia, sarebbe stato stabilito di far disputare l’incontro a porte chiuse. Il prossimo passaggio prevede che quanto stabilito venga comunicato al club blaugrana, che a quanto sembra non potrà far altro che prendere atto della nuova situazione.

Barcellona-Napoli si va verso le porte chiuse

L’appuntamento è stato fissato in fretta e furia per questa mattina alle 9, presso la sede del Dipartimento di Salute della Generalitat - che tra l’altro si trova a due passi dal Camp Nou - dove si incontreranno tutte le parti in causa. A rappresentare il Barça ci sarà il CEO, Oscar Grau. In considerazione delle indicazioni dei responsabili medici della stessa Generalitat, l’esito dell’incontro pare scontato. Ferma, infatti, è l’intenzione di ridurre al minimo il rischio di contagio che comporta la concentrazione di 100mila persone, 5mila delle quali provenienti da una zona d’alto rischio, com’è considerata ormai l’intera penisola italiana, sebbene fino a poche ore fa i catalani stimavano sicura l’intero Meridione. Alla vigilia della riunione ha parlato ai microfoni di Rac1 il Segretario per lo Sport della Generalitat di Catalunya, Gerard Figueras, lasciando poche speranze ai tifosi che ancora confidano di poter presenziare dal vivo alla sfida tra Messi e la squadra del vecchio idolo Maradona. «Se ci atteniamo ai criteri medici e ai protocolli connessi agli atteggiamenti più prudenti, tenendo presente che l’Italia è un Paese a rischio, sarebbe opportuno giocare a porte chiuse», l’autorevole parere del massimo responsabile dello sport catalano. «La decisione, però, non può considerarsi ancora definitiva. Dobbiamo parlare prima con il club, ma dovrebbe imporsi il criterio della prudenza». Da parte sua, il Barça pare orientato ad accettare le misure consigliate dalle autorità sanitarie. Non ci saranno troppe discussioni insomma. 

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