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La vittoria del Bayern, il fallimento del calcio degli sceicchi

La vittoria del Bayern, il fallimento del calcio degli sceicchi
© EPA

Hanno investito oltre un miliardo di euro per vincere la Champions, senza alcun rispetto delle regole (finanziarie), e alla fine sono stati battuti da un ragazzino che avevano in casa e che hanno perso a costo zero. A Lisbona si è celebrato il trionfo del Bayern, il sesto, e contemporanemente il fallimento del calcio degli sceicchi, che prevede soltanto l’acquisto dei giocatori più cari e più forti del mondo. Figurine da scambiare, anzi, possibilmente da pagare e anche a caro prezzo, perché quando si presentano al tavolo le tariffe aumentano senza limiti. Una strategia imposta a Manchester, dove a Guardiola e al City nel corso del tempo hanno consegnato di tutto e di più, ma in quel caso i “ricchi scemi” non hanno neanche avuto la soddisfazione di arrivare in finale.

Juve, ti ricordi Kinglsey Coman?

E una strategia ripercorsa anche a Parigi, dove almeno sono riusciti ad arrivare fino in fondo alla competizione più prestigiosa dopo il Mondiale: poi, però, hanno perso perché il giovane Kingsley Coman, parigino, classe ‘96, li ha castigati senza pietà, probabilmente ricordandosi anche del modo in cui era stato abbandonato. Lo prese la Juventus, ma solo per mettere a bilancio una clamorosa plusvalenza nel giro di un anno. Non vogliamo pensare che non fosse stato valutato il suo valore tecnico: 15 presenze, poi la cessione al Bayern che lo ha cresciuto, lo ha aspettato e lo ha fatto esplodere nella notte più importante, quella della sesta Champions e quella della squadra più forte del torneo, senza discussione. Undici partite, undici successi: un record storico, forse irripetibile, che ha cancellato i talenti del Psg e promosso il gioco di squadra.

Neuer, il Messi dei portieri

Magari ci aspettavamo più gol da una partita così ricca di talenti, eppure lo spettacolo è stato davvero elevatissimo, soprattutto nel primo tempo. Una sfida moderna, divisa tra tattica, pressing e qualità: uscire dal basso verso l’alto con il pallone tra i piedi è sempre stato l’obiettivo delle due squadre, che non si sono date respiro, anche se il Psg aveva il vantaggio di poter sfruttare tre giocolieri offensivi. Neymar, Mbappé e Di Maria sfuggivano ogni tanto alle regole, seguendo classe e istinto: ma hanno quasi sempre dovuto fare i conti con un Messi della porta, il tedesco Neuer, un altro portiere da Pallone d’Oro che non vincerà mai il Pallone d’Oro. Quasi imbattibile sulla linea di porta, usa i piedi per respingere il pallone e spesso anche per riproporre il gioco dalla sua area.

Mbappé devastante ma ancora acerbo al tiro

Alla squadra francese resterà sempre il rimpianto degli errori commessi in attacco, quasi sempre da Mbappé, devastante quando parte in velocità ma ancora acerbo nella conclusione, spesso rapida e imprecisa. Dopo il successo della Liga in Europa League con il Siviglia, ecco il trionfo della Bundesliga in Champions con il Bayern. E’ uscita di scena la Premier, dopo aver dominato le Coppe della stagione scorsa: quattro squadre in finale per un dominio assoluto, che pareva destinato a durare a lungo. Ma la sospensione per il Covid e la riapertura dei tornei con la formula dello scontro diretto ha, evidentemente, modificato le gerarchie premiando lungo il percorso anche squadre come l’Atalanta, il Lipsia e il Lione che probabilmente avrebbero faticato di più se la Champions fosse andata avanti da marzo a maggio. Alla fine, come gli sceicchi e il Psg, si sarebbero comunque inchinate tutte al Bayern e alla legge del più forte.

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