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Il Psg campione, le sei inglesi, la voglia di riscatto delle spagnole: la Champions sembra un Everest per le italiane

Conte mai oltre i quarti, Tudor fermo ai gironi, Chivu e Juric al debutto. Le squadre di Serie A partono da outsider
Roale
Roale

4 min

Pubblicato il 12.08.2025, 10:28

Più che una coppa sembra un Everest. Quella che prenderà il via tra poco più di un mese si prospetta una Champions League particolarmente complessa per le squadre italiane. Sia per l’altissimo livello delle squadre coinvolte e sia per il palmares non proprio brillante, a livello europeo, degli allenatori di Napoli, Juventus, Atalanta e Inter. I nerazzurri di Milano, in particolare, in questi anni hanno portato in alto la bandiera dell’Italia conquistando ben due finali in tre edizioni. Se la squadra è pressoché invariata, è quasi superfluo sottolineare la differenza di esperienza tra Simone Inzaghi e Cristian Chivu, all’esordio assoluto in Champions da allenatore e, quindi, con un impatto tutto da verificare. Stesso discorso per Ivan Juric, che nel complicato compito di plasmare la nuova Atalanta dopo nove anni di Gasperini dovrà anche cercare di non sfigurare in Europa.

Champions League, il paradosso di Conte

Ma non va molto meglio ad allenatori decisamente più esperti. Su tutti, Antonio Conte. Il palmares del tecnico leccese parla per lui, con cinque scudetti vinti da allenatore, tra cui l’ultimo la scorsa stagione con il Napoli, a cui si aggiunge una Premier con il Chelsea. Eppure, è altrettanto noto il suo rendimento non all’altezza in Champions League, dove non ha mai superato i quarti di finale nonostante il livello delle squadre allenate in carriera. Un vero e proprio paradosso, quello di Conte, che spera di invertire la tendenza a partire da quest’anno. E un’esperienza, seppur minima, in Champions ce l’ha anche Igor Tudor, che vi ha partecipato solo in un’occasione, con il Marsiglia, senza superare la fase a gironi. Anche lui va in cerca del cambio di marcia con una Juventus che lo scorso anno non ha superato lo spareggio contro il Psv.

Le grandi favorite

Al di là degli allenatori, se la Champions si prospetta un Everest per le italiane è soprattutto per le rivali. Quando si parla delle migliori squadre d’Europa, per definizione la competizione è durissima. Ma quest’anno sembra esserlo in modo particolare. Innanzitutto, il Psg, alle prese con la grana Donnarumma, è rimasto di fatto lo stesso che ha alzato la coppa un paio di mesi fa rifilando cinque gol all’Inter. E poi ci sono le squadre di Premier League, ben sei: su tutte il Liverpool, protagonista assoluto dell’estate ma reduce dall’eliminazione agli ottavi per mano del Psg. Ma anche Manchester City (out agli spareggi), Arsenal, Newcastle e le vincitrici di Europa e Conference League, ovvero il Tottenham e il Chelsea di Enzo Maresca. Senza dimenticare la voglia di rivalsa delle spagnole: al Barcellona brucia ancora l’eliminazione in semifinale per mano dell’Inter, mentre il Real Madrid deve cancellare la brutta uscita di scena nel doppio confronto senza storia contro l’Arsenal. Senza dimenticare le tedesche e le altre francesi. Insomma, si prospetta una campagna europea complicata per le italiane, chiamate a superarsi nella sfida alle grandi potenze del Vecchio Continente.

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