La Juve lotta, ma Bellingham premia il Real: i numeri disastrosi dell'ultimo mese

I bianconeri, dopo il successo contro l'Inter del 13 settembre, non hanno più vinto. Al Bernabeu, però, non hanno demeritato
Chiara Zucchelli
4 min

Come lo vedi il bicchiere? Mezzo pieno, perché giocare al Bernabeu a testa altissima non il Real Madrid non è cosa da tutti i giorni? Oppure mezzo vuoto, perché la classifica di Champions dice due punti dopo tre partite? E perché, campionato compreso, non vinci dal 14 settembre (7 partite)? Igor Tudor e la Juventus escono sconfitti dalla terza partita della prima fase di Champions League: contro il Real Madrid finisce 1-0 con gol al 58' di Bellingham. Dove, però, non arrivano i numeri, arriva la prestazione. Nel nuovo Bernabeu, costato un miliardo di euro e capace di coniugare tradizione e innovazione, la noia è a lungo la protagonista principale di una sfida che di stellare ha davvero ben poco. Forse solo l'inno iniziale che, in un impianto così, è sempre magico. Ad interrompere gli sbadigli, non si offendano Tudor e Xabi Alonso, ci pensa Bellingham dopo meno di un'ora: grandissima giocata in area Juve di Vinicius che si libera due giocatori e calcia colpendo il palo lontano. Il pallone torna in campo, lo arpiona l'inglese che poi è lesto a battere Di Gregorio. Una punizione oggettivamente severa per la Juve che, certo, non ha brillato, ma non ha neppure demeritato di fronte al Real: un passo avanti, almeno come prestazione, carattere e mentalità. E pensare che Tudor aveva disegnato la squadra cercando di puntare sulla vena da grandi notti di Yildiz e Vlahovic. A centrocampo, con Locatelli in panchina, McKennie, Thuram e Koopmeiners, in difesa Rugani, autore di un'ottima prestazione, Gatti e Kelly, bravi a contenere Mbappé e Vinicius, di fatto perso solo in occasione del gol. La prima occasione, infatti, in ripartenza è proprio della Juventus che sull'asse Vlahovic-Cambiaso trova Kalulu in campo aperto. Asensio capisce che la palla è destinata a Vlahovic e salva tutto. La Juve però c'è, come dimostra anche Courtois in un paio di occasioni bravissimo ancora su Vlahovic. Il vantaggio del Real è una mazzata pesante per le ambizioni bianconere: se nel primo tempo Di Gregorio era stato preciso su Brahim Diaz e Mbappé, nella ripresa raramente la Juventus sbanda e lascia a secco Mbappé dopo 11 partite.

Juve, servono i punti

E infatti chiude in attacco tutti i 95', senza però riuscire ad essere concreta. E allora si torna alla domanda iniziale: come si vede il bicchiere? Mezzo pieno per la prestazione o mezzo vuoto perché alla fine i complimenti contano fino a un certo punto? Ad ora i bianconeri sono venticinquesimi nella classifica di Champions e sarebbero i primi esclusi, ma tempo per recuperare ancora c'è. A patto, però, di ritrovare gol, fiducia e soprattutto risultati. La super parata di Courtois su Vlahovic non può bastare a spiegare perché la squadra è rimasta a secco al Bernabeu. C'è bisogno di tornare a vincere, in campionato e in coppa. 


© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Champions League