Champions, un ribaltone all’italiana per Inter, Juve e Atalanta

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Massimiliano Gallo
Massimiliano Gallo

4 min

Pubblicato il 24.02.2026, 08:59

Un tranquillo infrasettimanale di paura. Siamo a una delle tante ultime spiagge cui è approdato il calcio italiano negli ultimi anni. L’eterna Capalbio del pallone. I magnifici perdenti. Che ogni volta, dopo la sconfitta, mostrano l’invidiabile capacità di dimenticare. È un modo, il più semplice, per andare avanti. Per continuare a raccontarsi frottole. Il tranquillo infrasettimanale di paura prevede tre scontri diretti per provare a rimanere aggrappati alla Champions. Ci hanno ricordato in ogni salsa che non è mai accaduto nella storia della contemporanea Coppa dei Campioni. Il gattopardismo è lì che attende, pronto a mitigare la portata della disfatta con un cambiamento talmente profondo e radicato che non cambierebbe assolutamente nulla. Come accaduto per i due Mondiali di fila perduti. 

L'Inter ci prova

Ma queste tre benedette partite bisogna ancora giocarle. E non buttiamo il pallone prima di averlo bucato. Come ai rigori, ci giochiamo subito il più bravo. Quello che ha più chance di segnare. Ormai funziona così. E stasera scende in campo l’Inter che si è costruita un’autostrada in campionato e avrebbe il vantaggio giusto per dedicarsi anima, corpo e cervello al sogno proibito. Quella maledetta coppa sfuggita in due finali in tre anni. L’ultima in un modo che ancor li offende. A San Siro ritorna il Bodø. I vichinghi che ormai nessuno sfotte più. Non fanno paura solo a casa, sul loro campo di erba sintetica con i rimbalzi casuali. Hanno vinto in casa dell’Atletico Madrid. Hanno pareggiato a Dortmund. A calcio sanno giocare. All’andata hanno vinto 3-1. Servirà la migliore Inter per rimontare. Non ci sarà Lautaro il comandante della squadra di Chivu. E probabilmente Calhanoglu si accomoderà in panchina. 
La qualificazione dell’Inter (che parte dalla sconfitta per 3-1 dell’andata) sarebbe un segnale di incoraggiamento per le altre due. Che sulla carta hanno meno chance.

Le speranze della Juve

A Istanbul è inaspettatamente girata la stagione della Juventus di Spalletti. I bianconeri erano reduci dall’eccellente prestazione di San Siro dove si sono dovuti arrendere a situazioni di contrabbando, per dirla alla Jannacci. Pochi giorni dopo, hanno chiuso in vantaggio 2-1 il primo tempo contro il Galatasaray. Poi è arrivato l’intervallo e al ritorno in campo la luce si è spenta e non si è più riaccesa. In tre tempi, la Juventus ha quasi buttato via una stagione. Ha perso 5-2 in Turchia e ne ha presi due dal Como praticamente senza opporre resistenza. Nel calcio tutto può succedere. Ci si aggrappa alla rimonta ai danni dell’Atletico Madrid ma va ricordato che allora c’era un certo Cristiano Ronaldo. Il Galatasaray lontano da Istanbul è una squadra meno temibile ma servirebbe la miglior Juventus della stagione.  

L'Atalanta contro lo scoglio Dortmund

Infine l’Atalanta rigenerata da Palladino. Tecnico poco reclamizzato perché non rientra in quella nouvelle vague che tanto piace agli esteti del pallone. Eppure è tremendamente efficace. Ci si dimentica spesso che è a scoprirlo fu una coppia che nel calcio qualche impronta ha lasciato: Silvio Berlusconi e Adriano Galliani. L’avversario è ostico, certamente il più duro tra le tre. Il Borussia Dortmund è squadra vera. È secondo in Bundesliga, ha giocato un anno e mezzo fa la finale di Champions. Servirebbe una serata da raccontare ai nipoti. Come quella vissuta il 22 maggio 2024 a Dublino. Finale di Europa League: Atalanta-Bayer Leverkusen 3-0. 

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