Mourinho con Inter e Roma, il City per De Bruyne e il Barcellona per Fabregas: anche i computer hanno un cuore
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Sentimento e nostalgia per le nostre. E poi dicono che i computer non hanno un cuore. Mourinho che incontra le sue squadre italiane, l’Inter al Bernabeu e la Roma addirittura nello stadio che lo ha amato fin dal primo giorno; Fabregas che torna nel suo vecchio e caro Camp Nou sulla panchina degli avversari del Barça; De Bruyne che sfida ancora il Manchester City; e perfino Ancelotti che incrocia la Roma all’Olimpico, sì, è Davide che ora allena il Lille, non suo padre Carlo, però il legame è forte lo stesso. Ma dopo la mozione degli affetti e il ricordo dei bei tempi, c’è da ragionare sul campionatone di Champions delle nostre squadre. In assoluto non è andata malissimo per nessuna delle quattro, forse nemmeno per il Como se si considera che è al debutto e partiva in quarta fascia.
L'Inter nella tana di Mourinho
La nostra ammiraglia europea, l’Inter, ha una sola partita col rischio di lasciarci le penne, quella del Bernabeu contro Mourinho e la sua banda di fenomeni. Poteva essere complicata anche la sfida col Liverpool, ma giocarla a San Siro fa meno paura rispetto all’Anfield Road. Il resto è tutto alla portata dei campioni d’Italia, magari solo il viaggio a Dortmund può intimorire un pochino e non è da sottovalutare nemmeno la trasferta di Rotterdam dove l’aspetta il Feyenoord. Un anno fa la squadra di Chivu si è fermata agli spareggi, battuta, anzi, schiantata dal Bodø/Glimt: sarebbe preferibile la qualificazione diretta agli ottavi.
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