Mourinho: "Tante assenze, sarà dura: forse il calendario l'ha fatto un italiano..."
Mourinho si prepara a sfidare l'Inter in Champions, al Bernabeu, lo stadio in cui ha conquistato la Coppa nell'anno del Triplete proprio con i nerazzurri. Era il 22 maggio 2010 quando il 2-0 contro il Bayern Monaco consegno all'Inter la terza Champions della sua storia: "In questo momento è il mio stadio perché alleno il Real Madrid - dice Mourinho a Sky Sport - però sarà sempre il mio stadio per quello che è successo nel 2010, sarà sempre uno stadio iconico per l’Inter. Sono solo le otto partite della fase campionato adesso però, spero di incontrare l’Inter anche più avanti. È una grandissima squadra, direi, una squadra con lo stesso modello gioco da Inzaghi a Chivu, che può giocare con gli occhi chiusi. Una sorpresa che non abbia vinto la Champions negli ultimi anni".
Mourinho su Chivu allenatore: Difficile prevederlo"
"Chivu allenatore? Difficile prevederlo, quando sono calciatori il loro focus è giocare. Ho avuto diversi contatti con lui quando allenava la Primavera, è venuto tante volte a Roma, aveva una grande passione, l’ho capito subito. Mbappé e Lautaro Martinez? Sono due giocatori diversi, importanti per le loro squadre".
"Emergenza a centrocampo? L'algoritmo forse parla Italiano"
Mourinho dovrà affrontare una vera e propria emergenza a centrocampo. Non potrà contare su Bernardo Silva, Guler e Camavinga, out per le squalifiche della scorsa edizione ancora da scontare. Alla resa dei conti, il tecnico del Real ha a disposizione il solo specialista Valverde: "Anche se abbiamo tre squalificati, siamo 11 contro 11. Chi metterò a centrocampo? È dura, secondo me chi ha fatto il calendario magari è italiano. L’algoritmo non so se parla Italiano o no, ma ha scelto questa partita subito. Però siamo qui e abbiamo diverse possibilità, quattro o cinque opzioni, ma alla fine non dirò nulla".
Mourinho e il paragone con l'altra esperienza al Real
Secondo Mourinho è inutile paragonare questo Real a quello allenato dal 2010 al 2013: "Sono due capitoli diversi - dice il tecnico portoghese -. Ho chiuso quel capitolo nel 2013, con quello che abbiamo vinto e quello che abbiamo perso. È un capitolo chiuso. Sono tempi diversi. Nel 2010, non raggiungevamo i quarti di finale da anni, né le semifinali. Ora, negli ultimi dieci anni, hanno vinto sei Champions League. Ovviamente, sono entusiasta di aver vinto la Champions League con il Real Madrid, ma questo è separato dal contesto attuale. Ho perso una semifinale ai rigori, ma non ci penso. Né positivo né negativo. Penso di essere l'allenatore del Real e che la partita di domani non sia così importante, ci qualificheremo entrambi, ed è possibile che entrambi parteciperemo a questa competizione anche in futuro. Ogni punto è importante. Anche l'Inter verrà per fare punti. Voglio vincere. Posso dirvi che voglio giocare bene, ma non voglio giocare bene come abbiamo fatto contro il Betis e perdere. Siamo in una fase in cui giochiamo otto partite e l'obiettivo è qualificarci. Voglio pensare a questa partita come se fosse l'unica possibile."
Mourinho: "La squadra sta bene, errori a Siviglia un'anomalia"
Mourinho non è preoccupato per la sconfitta con il Betis a Siviglia: "Ho visto i giocatori come mi piace vederli. Morti nello spogliatoio a Siviglia e già ristabiliti nell'allenamento di domenica. Oggi stanno perfettamente, tutto normale. Siamo convinti di aver giocato una buona partita. I gol che abbiamo sbagliato sono stati un'anomalia. Abbiamo problemi noti, ma niente di più. Daremo il massimo con l'Inter".
Mbappé: "Pallone d'Oro? La strada è ancora lunga"
"Sono molto felice di tornare a giocare in Champions League. Affrontiamo sempre questa competizione con motivazione ed entusiasmo. Siamo in buona forma. Giocheremo una partita molto impegnativa, ma questa è la Champions League, ed è un piacere". Così l'attaccante del Real Madrid Kylian Mpappé nella conferenza stampa alla vigilia della partita contro l'Inter in Champions League. A chi gli chiede se non siate compatibili con Vinicius, il centravanti francese ha replicato: "È solo un'opinione tra le milioni che esistono sul Real Madrid, il club più grande del mondo. Non posso controllare tutto ciò che viene detto. Abbiamo lo stesso obiettivo, che è vincere titoli. E non possiamo controllare le opinioni della gente. Ascoltiamo, cerchiamo di migliorare e andiamo avanti. Se penso di meritare il Pallone d'Oro? Quando giochi per il Real Madrid, che è il miglior club del mondo, il tuo nome viene inevitabilmente associato a questi premi. Quando la gente mi incontra per strada, ne parla. È un riconoscimento molto positivo per ogni giocatore. Quest'estate ho fatto la storia nella competizione più importante. Ma la strada è ancora lunga. E ognuno è libero di pensare chi sia il miglior giocatore del mondo. Se mi sento il miglior giocatore del mondo? Mi sento sempre così, ma è una questione molto personale. Ognuno ha la sua opinione. Alcuni la penseranno così, altri no. Quest'anno potrebbe essere un buon anno per vincere il Pallone d'Oro, ma il vincitore viene votato dai giornalisti, e saranno loro a scegliere", ha concluso.
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