Il Napoli sfida l'Arsenal: Allegri studia il piano per colpire la super difesa dei Gunners
Volendo sintetizzare in maniera estremamente semplicistica la grande differenza che finora ha caratterizzato il cammino di Napoli e Arsenal nei rispettivi campionati è sufficiente un dato: i Gunners hanno subìto un gol, 6 tiri nello specchio e 24 complessivi in tre partite di Premier, mentre gli azzurri in tre giornate di Serie A hanno subìto 5 gol, 16 tiri nello specchio e 61 in totale. La squadra di Arteta è a punteggio pieno e ne ha vinte quattro su quattro considerando anche il 3-0 nella finale del Community Shields con il Manchester City; quella di Allegri, invece, è reduce da due sconfitte consecutive contro Como e Inter e ha vinto soltanto a Marassi con il Genoa al debutto.
Napoli, c'è bisogno di un'impresa: le differenze con l'Arsenal di Arteta
L’IMPRESA. Per il momento conviene fermarsi con i numeri, anche perché il divario tra le due squadre, con tutto il rispetto dovuto, riguarda una sfera più ampia della statistica: l’Arsenal ha vinto l’ultima Premier e s’è arreso ai rigori nell’ultima finale di Champions contro il Psg senza mai perdere nei tempi regolamentari (unica), e dunque indossa la corona d’Inghilterra e la medaglia d’onore di viceré d’Europa. Ha una rosa piena di giocatori che oscillano tra l’ottimo e il l’eccellenza e Arteta, un allenatore di 44 anni cresciuto alla scuola di Guardiola al City, è diventato il nuovo guru della fasa difensiva: l’Arsenal, come confermano le statistiche, è una squadra quasi impenetrabile. Una delle più forti al mondo, in questo momento. La peggiore possibile da affrontare per un avversario reduce da due sconfitte consecutive e in cerca d’identità; che nelle ultime due stagioni ha chiuso con il quinto e il sesto attacco del campionato; che sul mercato non s’è rinforzata (vedi Gabriel Jesus, da poco ex dei Gunners); e che, come se non bastasse, ha appena perso McTominay, cioè uno dei suoi giocatori più decisivi e incisivi in zona gol. L’unico dotato di un ritmo Premier all’altezza. Lui più di Gilmour e De Bruyne.
Servirà la partita perfetta
DA FILM. Servirà una prestazione super, per non dire perfetta. Certamente più attenta e centrata di quelle con il Como e nei 35 minuti finali di San Siro. Una notte da cinema. Febbre a 90°, tanto per citare il famosissimo romanzo di Nick Hornby dedicato proprio ai Gunners e da cui è stato anche tratto un delizioso film. Il paradosso? I numeri difensivi sono nettamente a favore dell’Arsenal - compresi duelli vinti, recuperi offensivi e riconquiste nell’ultimo terzo - ma in fase offensiva le statistiche sono simili: 6 gol realizzati dai Gunners e 5 dal Napoli; 43 tiri a 42 (17-13 nello specchio); 7 grandi occasioni create e 4 mancate ciascuno. Il miglior attacco degli inglesi, insomma, è davvero la difesa.
Sfida Allegri-Arteta: un maestro della fase difensiva e l'erede di Guardiola
INEDITO. Il sistema difensivo dell’Arsenal, noto e ammirato in tutta Europa, è caratterizzato da pressing, riaggressioni, intensità fisica e mentale. Sarà davvero interessante la sfida tra Allegri, 59 anni, uno dei maestri della fase difensiva italiana, e Arteta, 44 anni, uno dei grandi della nuova generazione cresciuto alla scuola di Pep e già boss di Cuesta, tecnico del Parma e suo vice all’Arsenal per un quinquennio. Il suo è un progetto che parte da lontano, dal 2019, e che attraverso il lavoro e la continuità è arrivato ai livelli di oggi. Max e Mikel si sono incrociati una sola volta a dicembre 2022, a Londra in amichevole: la Juve di Allegri vinse per 2-0 a Emirates. Domani sarà tutta un’altra storia.
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