Arteta e Calafiori avvisano l'Arsenal: "Maradona stadio difficile"
Odissea aerea per gli inglesi, arrivati a Napoli solo in serata. L'allenatore elogia gli azzurri e Allegri, mentre l'ex bolognese si dichiara pronto: "Innamorato dell'Arsenal, mi ricorda la Roma"
Una vigilia cominciata con un problema tecnico, proseguita tra ritardi e attese e finita a Napoli quando ormai erano quasi le dieci di sera. L’Arsenal avrebbe dovuto parlare al Maradona alle 19.15, ma quella conferenza stampa non s’è mai vista. Il guasto al sistema di gestione del traffico aereo britannico ha mandato in tilt diversi aeroporti e costretto i Gunners a cambiare programma. Squadra ferma al centro sportivo, partenza rimandata da Luton, volo spostato in avanti. E così niente sala stampa, niente Mikel Arteta e niente giocatore al fianco dell’allenatore. La squadra è arrivata a Capodichino intorno alle 21.30, con la vigilia ormai trasformata in una corsa contro il tempo. Arteta, però, non ha rinunciato del tutto alle parole. Ha parlato direttamente in aeroporto, prima di salire sul pullman che ha accompagnato la squadra verso l’hotel di Nola. Poche battute, ma sufficienti per raccontare l’atteggiamento con cui l’Arsenal si prepara a una notte di Champions che per i Gunners vale l’inizio di un altro viaggio verso il trofeo. «Siamo in un posto davvero, davvero difficile, ma siamo entusiasti di iniziare questa campagna». Riferimento al Maradona, ma anche a un percorso che l’Arsenal conosce bene. Negli ultimi tre anni la squadra di Arteta ha fatto un passo in più ogni stagione fino ad arrivare alla finale persa con il Psg. «Iniziare bene domani. È l’unica cosa che possiamo fare. Dobbiamo fare una grande prestazione per aumentare le probabilità di vincere la partita».
I precedenti a Fuorigrotta
Arteta conosce bene Napoli. Ci è già stato due volte, e ogni volta in una veste diversa. Nel 2013 era il capitano dell’Arsenal e affrontò il Napoli al San Paolo: quella sera fu anche espulso. Anni dopo è tornato da vice di Pep Guardiola al Manchester City. Adesso torna da allenatore, con una squadra che ha iniziato la stagione a punteggio pieno. «È un posto davvero difficile. Sono già stato in quello stadio, conosco l’atmosfera che riescono a creare. Il loro record in casa è davvero molto forte. Hanno un allenatore molto esperto e tanti giocatori che hanno giocato in Premier League. Conosciamo la sfida che ci aspetta. Siamo preparati e siamo pronti». Max Allegri, dunque, è una delle variabili che Arteta tiene in considerazione. Ma lo è anche la conoscenza dei tanti giocatori del Napoli che hanno frequentato il calcio inglese: De Bruyne, Gilmour e Hojlund, uomini che conoscono bene ritmi e caratteristiche della Premier. L’Arsenal, però, arriva al Maradona con una certezza che vale più di qualsiasi analisi: ha vinto tutte le partite giocate finora. «Questo ci mette in una situazione molto positiva. Più l’energia e la fiducia intorno alla squadra sono alte, meglio è. È quello che dobbiamo dimostrare domani in campo».
«L’Arsenal come la Roma»
Accanto ad Arteta, anche se non in conferenza, ha parlato Riccardo Calafiori. L’italiano è stato protagonista di un ottimo avvio di stagione e ha incassato anche un'investitura importante da Jamie Carragher, che lo ha indicato come il miglior terzino sinistro della Premier League. Calafiori sorride, ma resta con i piedi per terra: «Sto giocando con grande fiducia, mi sento molto bene e penso di poter aiutare la squadra. È quello che ho fatto recentemente». È passato poco più di un anno da quando ha lasciato la Serie A per l’Arsenal, una scelta non semplice per un calciatore italiano. Adesso il rapporto con il club è diventato qualcosa di più di una semplice esperienza professionale. «Mi sono innamorato dell’Arsenal per la sua storia, per i suoi tifosi e per il modo in cui vivono il calcio. Mi ricorda molto la Roma, che è la mia squadra in Italia. Sono tifoso e penso che siano molto simili». Una stagione cominciata con un'estate diversa, più lunga, che gli ha permesso di viaggiare in Sudamerica e ricaricare le batterie. Brasile e Argentina, «il viaggio più bello della mia vita». Calafiori sente di averne beneficiato: «Si può vedere dal mio inizio di stagione. Mi sento molto fresco e ho avuto una grande opportunità quest’anno per aiutare la squadra. Spero di continuare così». E c’è anche la fame dell’Arsenal, quella che arriva dopo aver finalmente assaporato la vittoria. «Ci ha dato questa sensazione, questa sensazione di vincere. Subito, io come tutti gli altri, vogliamo provarla di nuovo. Siamo sicuramente più fiduciosi rispetto alle stagioni precedenti e vogliamo fare ancora meglio». Al Maradona, però, ci sarà da superare un altro ostacolo. Calafiori lo sa bene. «Soprattutto perché è una partita di Champions, ci sarà un’atmosfera incredibile. Sarà sicuramente una gara dura, ma vogliamo iniziare nel modo giusto».
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