Pagina 2 | Coppa d’Africa, la previsione del dt Annese: “Osimhen il più forte ma vincerà N’Dicka”
"Con la Costa d'Avorio è come un derby"
D’altra parte ci sono i campioni in carica. «La Costa d’Avorio ha una qualità in più, che è la forza fisica. Con loro siamo quasi fratelli, è come un derby». Negli anni, intensi flussi migratori hanno interessato questi due Paesi che confinano sul lato Nord-Est della Costa d’Avorio. «E poi hanno Diallo, che è fortissimo». L’attaccante che lo United ha acquistato dall’Atalanta nel 2021 è cresciuto nelle giovanili con Minoungou, stella del Burkina Faso, nato in Costa d’Avorio e da tre anni cieco dall’occhio sinistro. «Georgi è un simbolo dell’Africa, un talento straordinario: farà strada anche in Europa». Domani sera alle 20 li aspetta l’Egitto di Salah: «Noi li abbiamo incrociati nelle qualificazioni ai Mondiali, secondo me passa la Costa d’Avorio».
"Mi piace molto il Marocco"
Il primo quarto di finale sarà Mali-Senegal, oggi alle 17: «Il Mali non è una sorpresa, sono sicuro che farà bene». Ma nella finale ideale di Annese, il secondo classificato è il Marocco, atteso stasera alle 20 dal Camerun. «Sono favoriti non solo perché padroni di casa. Certo, è un aiuto in più ma diventa anche una questione d’orgoglio». L’ultima Coppa d’Africa vinta dai Leoni dell’Atlante risale al 1976. «Mi piacciono molto, sono l’unica squadra del torneo che perde palla e subito riaggredisce. Si vede che c’è un progetto costruito nel tempo. E hanno il capitano Hakimi e il romanista El Aynaoui». Per non parlare dell’attuale capocannoniere Brahim Diaz: «Qui è lui la stella. Questo torneo fa bene anche ai campioni affermati». Con i calendari sempre più intasati, dal 2028 la Coppa d’Africa si giocherà ogni quattro anni: «Non sono d’accordo con questa decisione né con i club che si lamentano. Per tanti giovani si tratta di un palcoscenico importante, quando chiama la nazionale qui sei fiero di rispondere. In questi giorni in Marocco ho visto i bambini giocare a calcio per strada, come in Italia ormai non succede quasi più. È questo il calcio vero e pulito».