Juve-Inter, si salvi chi può

Juve-Inter, si salvi chi può© Inter via Getty Images
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Ivan Zazzaroni

Allegri non fa giocar bene la Juve. Vlahovic non segna più per colpa di Allegri. Il centrocampo è senza idee perché Allegri non le sa più trasmettere. Allegri non trasferisce più nulla di positivo alla squadra. Il prezzo del gasolio e quello della carta sono aumentati da quando Allegri è tornato a Torino. Se Allegri non si prende almeno la Coppa Italia fa peggio di Pirlo e Sarri firmando una stagione disgraziata, da zero tituli. Allegri non è figlio di Maria. Allegri si spaccia per livornese quando in realtà è di Pisa (come Chiellini…) e con la storia degli scogli piatti ha un po’ rotto i cogl.... Se Allegri non batte lInter Agnelli deve cacciarlo il giorno dopo e richiamare Pirlo (solo la seconda parte di questo invito mi giunge nuova).  

Siamo, al solito, fuori di melone e dentro un eterno presente: il “bipolarismo” è passato dalla politica al calcio, che lo introdusse un secolo fa. Gli stessi che rimproverano alle nostre società di non saper programmare, di non avere pazienza, di voler tutto subito per poi non ottenere nulla, di fronte a una stagione negativa - e per di più senza contemplare le motivazioni - sono pronti ad azzerare tutto per ricominciare da capo e ripetere questa manfrina l’anno seguente.  
Stasera, secondo alcuni, mister cinque scudetti e due finali di Champions in cinque anni si giocherebbe un bel pezzo di credibilità nella finale di Coppa Italia contro Inzaghi che, sempre a sentire i demolitori di certezze e di progetti, non è poi così sicuro di restare all’Inter. A proposito di Simone, mi chiedo cosa gli possa essere rimproverato: ha mostrato un ottimo calcio, anche in Champions, ha portato a casa la Supercoppa Italiana e riempito San Siro, è ancora in corsa per lo scudetto e, appunto, è nella condizione di poter alzare il secondo trofeo stagionale. Tutto questo senza Hakimi, né Lukaku e ci metto pure Eriksen. Tutto questo con una squadra che Conte non riteneva più competitiva.  
È l’Italia, bellezza, è la sua coppa, il torneo più televisivo che c’è, organizzato dalla Lega per portare in finale due big e garantire a Mediaset (e in precedenza alla Rai) ascolti dagli 8 milioni in su.  

Mi girano, si capisce, perché cercare di salvare la baracca minata da spensierati schizzati vuol dire salvare anche tutti noi che questo gioco amiamo (anche per interesse, perbacco) e al quale, mai come in questi giorni dannati, chiediamo di concedere un respiro e un sorriso a milioni di italiani depressi da covid e guerra.  

Ai signori della tivù, preoccupati dagli sbandamenti di talk show prima infarciti di inattendibili virologi, oggi di strazianti analisti bellici, giusto per consolarmi suggerisco di moltiplicare i dibattiti calcistici con gli opinionisti che passa il convento, quelli che più ne sparano meno suscitano imbarazzi politici. Eppoi, come dicevo, alla peggio sono Allegri. 
Si salvi chi può. Non dall’esonero, ma dalla fretta, dall’intolleranza, dalla superficialità, dai pregiudizi, dall’incompetenza, dai cecchini un tanto al chilo, dagli intossicati, dai demoralizzatori.

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