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Conte: «Addio Nazionale, passi indietro come i gamberi»

Conte: «Addio Nazionale, passi indietro come i gamberi»
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Il ct: «Dopo gli Europei, non avrei accettato di stare quattro mesi fermo prima di tornare ad allenare, come chiuso in un garage»

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lunedì 21 marzo 2016 14:51

FIRENZE - «Quando dopo le qualificazioni europee ho visto che sarebbero passati altri quattro mesi prima di tornare ad allenare, ho capito che non avrei accettato altri due anni come chiuso dentro a un garage»: così Antonio Conte ha spiegato la sua scelta di non rinnovare con la nazionale dopo gli Europei, aggiungendo la delusione per la poca considerazione che i club hanno verso la nazionale: «Dopo il fallimento Mondiale eravamo partiti con tanti bei propositi ma poi si è fatto come i gamberi...». 

I MOTIVI DELL'ADDIO - «Fare il ct è come essere un'incudine tra tanti martelli, bisogna farsene una ragione: lo aveva capito Prandelli, lo capirà chi verrà dopo di me», ha aggiunto Conte, parlando dal ritiro azzurro di Coverciano per la prima volta dopo aver annunciato al presidente federale Tavecchio la sua intenzione di lasciare la panchina dell'Italia dopo Euro 2016. A chi gli chiedeva se la sua non fosse una battaglia persa con la Lega di serie A, il ct ha replicato: «Dispiace che in questi due anni si sia pensato che quello di cui si parlava era contro o pro Antonio Conte e non per la nazionale, e invece non c'era proprio nulla di personale. Io conservo ancora una piccola speranza che possa cambiare la data di inizio del ritiro per gli Europei», ha aggiunto accennando al problema della sovrapposizione con la finale di Coppa Italia.

IL CHELSEA - Ma la scelta di lasciare l'azzurro per il Chelsea ("non è una parola tabù", ha aggiunto senza ufficializzare il passaggio al club inglese) è stata determinata soprattutto dalla voglia di lavorare ogni giorno sul campo. «Ho ascoltato il mio cuore e ho detto al presidente Tavecchio che non saro più il ct nel prossimo biennio: quando si è in un garage non si sente il profumo dell'erba».

PIRLO - «Pirlo? Non ci siamo sentiti per telefono ma c'è talmente stima fra noi che non serve. Per l'Europeo, che è un torneo breve, devo valutare elementi eclettici, capaci di ricoprire più ruoli». Così Antonio Conte rispondendo sull'ex regista della Juve e sull'eventualità che possono rientrare nel gruppo azzurro. Dove intanto sono entrati Federico Bernardeschi e Jorginho ed è tornato Thiago Motta. «Questi allenamenti mi serviranno per fare molte valutazioni anche se avrei dovuto farle prima - ha ironizzato il ct - In ogni caso per Bernardeschi non è un premio, è qui per merito».

PREMIER AMBITA - «Pronunciare la parola Chelsea non è tabù ma potrei citare anche i nomi di club italiani. Quel che è certo che non sarò più il ct nel prossimo biennio». Ha scelto di fare pretattica Antonio Conte sul suo futuro in Premier alla guida dei Blues, anche se ormai è cosa certa come dimostrano anche i tanti inviati inglesi a Coverciano. «Il campionato inglese, come quello spagnolo, è tra i più ambiti e io non ho mai nascosto la mia voglia di confrontarmi, prima o poi, con altre realtà - ammette Conte - Intanto spero che la favola di Ranieri con il Leicester si realizzi, quanto a me vediamo cosa riserverà il futuro, se arriverà qualcosa di bello dall'estero o dall'Italia» sorride facendosi tradurre le domande in inglese da uno dei responsabili stampa della Federazione. «Se parlo io inglese capiscono che lo sto studiando, anche se in realtà è da tanto tempo che lo faccio».

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