Il Bologna si affida a Ravaglia per il big match contro l'Aston Villa in Europa League

Dopo aver lasciato il posto a Pessina in campionato, contro il Lecce, l'estremo difensore rossoblù tornerà a difendere i pali della squadra di Italiano
Stefano Brunetti
4 min

«Normale turnover nient'altro», aveva detto Marco Di Vaio prima del Lecce per spiegare la presenza di Pessina dal primo minuto. «Fede non può giocarle tutte, si è riposato in vista di giovedì» aveva aggiunto Italiano a fine partita. Questo per dire che la partita di domenica, stando alle dichiarazioni dei protagonisti, non dovrebbe aver minimamente cambiato le gerarchie: a meno di improbabili sorprese dell'ultima ora, sarà ancora Chicco Ravaglia a fare da guardiano dei pali rossoblù contro l'Aston Villa. Questa volta in Inghilterra: per riscattare fin da principio la serata storta dell'andata.

Bologna, Ravaglia torna tra i pali contro l'Aston Villa

CONFERMA. Non un castigo, ma semplice rotazione come prima di ogni impegno europeo: trovare altre motivazioni alla panchina domenicale di Ravaglia vorrebbe dire entrare in un genere vicino alla fantascienza. Questo partendo dal presupposto che per il "cinno" nato sotto le Due Torri, quella che andrà a concludersi domani, è stata una settimana tutto fuorché facile: l'effettiva colpa sul primo gol (e in parte anche sugli altri due) nella notte più attesa, quella di fronte ai quasi 32mila del Dall'Ara (tra cui tanti amici di vecchia data). Un duro colpo da mandare giù per il ragazzo del '99, circondato alla fine dalla solidarietà e dai commenti affettuosi non solo di Italiano e dei compagni di squadra, ma anche di tanti, tantissimi tifosi sul web: che dell'unico bolognese in squadra, uno letteralmente nato e cresciuto calcisticamente a Casteldebole, non si sono scordati dall'oggi al domani delle tante cose positive fatte vedere in questi anni. In primis, per non andare troppo in là nel tempo, la serata da eroe in semifinale di Supercoppa contro l'Inter.

Ravaglia, dal silenzio alla speranza

SPERANZA. È stata il silenzio l'arma usata da Ravaglia per sopravvivere al post-Villa. Microfono spento sui social, e in tutti i giorni scorsi. Solo testa rivolta a Birmingham. Dove tra ventiquattr'ore ci sarà il ritorno, la parte due. Una missione impossibile (credit Italiano) in cui crederci - credit questa volta di Tertulliano - proprio perché assurdo. Il tutto senza numero uno (Skorupski) e leader dei centrali (Lucumi), quindi con mezza difesa titolare fuori. Ma con una grande, grandissima chance per tutti gli altri. In primis per Chicco: atteso da una nuova notte spartiacque, la più alta di tutta la carriera. L'apice di un triennio in continua ascesa: perché già dai tempi di Thiago Motta, con tendenza poi confermata nella gestione Italiano, Ravaglia era diventato ben più di un semplice secondo. Quasi... un primo e mezzo: uno che l'anno scorso, con l'alternanza dettata dall'Europa, aveva giocato quindici volte. E che quest'anno, complice i lunghi infortuni di Skorupski, è già a quota ventidue. Altro che secondo. Ravaglia dal 2023 è nei fatti un primo aggiunto. E se l'atto primo col Villa è andato obiettivamente male, ecco il secondo per redimersi: e per dimostrare, anche in ottica futura, di poter recitare la sua parte col rossoblù. I colori della sua vita.

 


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