Rappresentativa Lnd Under 15 Secondo Semestre: più di un progetto 

Un percorso per contrastare non solo la dispersione del talento in relazione al tema del "Relative Age Effect” ma la sfida di migliorare la concentrazione in campo contrastrando l'uso smodato dello smartphone. Gli interventi del tecnico Giannichedda e del professor Grauso
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Pubblicato il 05.05.2026, 09:00 (Aggiornato il 05.05.2026, 12:17)

ROMA - Il progetto sperimentale della Lega Nazionale Dilettanti dedicato alla Rappresentativa Under 15 Secondo Semestre è un percorso per contrastare la dispersione del talento in relazione al tema del "Relative Age Effect” (Effetto della data di nascita) molto avvertito nelle selezioni sportive giovanili. Tanto per intenderci, chi nasce a gennaio di un  ha pressoché più di undici mesi di crescita in più rispetto a un individuo nato a dicembre dello stesso anno. E nell’età dello sviluppo questo fattore incide notevolmente. Il progetto della Lnd, sostenuto dal presidente Giancarlo Abete, che ha visto la creazione della Rappresentativa Under 15 Secondo Semestre, ben illustrato in varie occasioni da Massimo Piscedda, responsabile Area Tecnica delle Rappresentative Nazionali Lnd e da Giuliano Giannichedda, selezionatore e tecnico della Rappresentativa Serie D, ha il compito di combattere la dispersione del talento perché c'è la tendenza premiare chi è più pronto fisicamente nell'immediato, penalizzando nel contempo i nati negli ultimi mesi dell’anno. La Lnd tre anni fa ha lanciato un programma sperimentale con l’obiettivo di invertire il gap attuale perché non sia più una statistica di esclusione, ma una base di talento da recuperare. Interessante la sintesi di Giannichedda: «Il nostro compito è cercare di capire perché perdiamo talenti per strada solo per una questione anagrafica e come possiamo intervenire per dare a tutti le stesse opportunità. A 14 o 15 anni, un ragazzo nato a gennaio ha quasi un anno di crescita fisica in più rispetto a uno nato a dicembre. Il rischio è che un ragazzo tecnico, ma fisicamente indietro perché nato a fine anno, si scoraggi o non venga visto, finendo per abbandonare. Dobbiamo avere la pazienza di aspettarli. Con la Lega Dilettanti stiamo facendo dei test specifici proprio per valutare le capacità fisiche, al di là della struttura attuale, e psicologiche-attitudinali cercando di proiettare il potenziale del ragazzo nel tempo».

CRESCITA FISICA E SVILUPPO MENTALE - Con il professor Aldo Grauso, psicologo e psicoterapeuta specialista in età evolutiva che segue molti progetti Lnd, ci soffermiamo su altri aspetti del progetto: «Partiamo da un dato di fatto. Sei mesi nell’età dello sviluppo corrispondono a due anni di differenza biologica negli adulti. Quindi, coloro nati nel secondo semestre di un anno, normalmente hanno un gap rispetto ai loro coetanei nati nello stesso anno ma diversi mesi prima. Negli altri Paesi lavorano, sotto l’aspetto sportivo, da tempo su questo fattore. In Italia, ricordiamolo, abbiamo anche un altro deficit importante: il calo demografico molto accentuato. Ossia, meno giovani in circolazione anche nello sport e quindi un ricambio generazionale meno ampio». Tra gli aspetti di questo progetto della Lnd non c’è solo la lotta alla dispersione del talento ma anche alla concentrazione in campo degli atleti. «Da tempo stiamo studiando il fenomeno e cercando di mettere un argine all’uso smodato del telefonino da parte dei giovani atleti. All’inizio dei raduni si valuta il tempo di utilizzo quotidiano del dispositivo elettronico da parte dei ragazzi e all’interno del fatto educativo-sportivo si valuta il digital detox (periodo in cui una persona si astiene volontariamente dall’utilizzo di dispositivi elettronici come smartphone, computer e piattaforme di social media. L’obiettivo è quello di ridurre lo stress e ristabilire un equilibrio tra vita digitale e reale). I benefici sono enormi. Più concentrazione in ogni aspetto della vita e naturalmente più concentrazione durante gli allenamenti e le partite. Meno si utilizza il telefonino in maniera smodata e maggiore è la concentrazione durante la gara». Nella foto in alto, il professor Aldo Grauso con giovani calciatori a un raduno.