Hope Cup, cala il sipario sul torneo internazionale giovanile

Quasi 50 report degli scout per individuare le stelle del futuro
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10 min

Pubblicato il 20.08.2026, 10:08 (Aggiornato il 20.08.2026, 11:11)

Dall’8 al 14 agosto si è disputata a Guangzhou, nel sud della Cina, la 2026 The Greater Bay Area Hope Cup, torneo internazionale per club giovanili Under 17 che ha riunito otto formazioni professionistiche provenienti da quattro continenti. Ai nastri di partenza c’erano il Buriram United dalla Thailandia, il Partizan Belgrado dalla Serbia, il Nottingham Forest dalla Premier League inglese, l’Auxerre dalla Ligue 1 francese, il Daejeon Hana Citizen dalla Corea del Sud, il Wellington Phoenix dalla Nuova Zelanda e due rappresentative cinesi, Guangdong U17 e Meizhou Hakka U17. Le otto squadre sono state suddivise in due gironi. Nel gruppo A sono state inserite Guangdong, Nottingham Forest, Wellington Phoenix e Daejeon Hana Citizen; nel gruppo B Meizhou Hakka, Auxerre, Partizan Belgrado e Buriram United. Al termine della fase a gironi, disputata con formula all’italiana, Partizan Belgrado, Buriram United, Nottingham Forest e Guangdong hanno chiuso ai primi due posti dei rispettivi gruppi conquistando l’accesso alle semifinali, mentre le altre quattro squadre sono state inserite negli spareggi di classificazione.

La finale, disputata al Guangdong Provincial People’s Stadium, ha messo di fronte Buriram United U17 e Partizan Belgrado U17 e ha avuto un epilogo decisamente insolito. Al 66’ un violento temporale, accompagnato da pioggia torrenziale e fulmini, ha reso impossibile proseguire l’incontro. Dopo un confronto tra delegato di gara, squadra arbitrale e staff tecnici dei due club, la partita è stata definitivamente interrotta e il risultato in quel momento, 2-0, è stato omologato.
Il Buriram United si è così aggiudicato il torneo, davanti al Partizan Belgrado. Nella finale per il terzo posto il Nottingham Forest ha superato Guangdong per 6-2. Negli spareggi, Meizhou Hakka ha battuto 1-0 l’Auxerre conquistando il quinto posto. Anche la sfida per il settimo posto tra Wellington Phoenix e Daejeon Hana Citizen è stata interrotta a causa del maltempo: le due squadre hanno quindi chiuso il torneo a pari merito.

Quasi 50 report professionali prodotti durante il torneo

Una delle caratteristiche più particolari di questa edizione della Hope Cup è stata la presenza, per l’intera durata della competizione, di diversi scout professionisti provenienti dalla Premier League, dalla Major League Soccer e da agenzie sportive europee. Tra loro Nicola Guido Vallone, Sam O’Sullivan Barker, lo scout del Minnesota United Osian Worth e Mohamed Elgazi, responsabile dello scouting della società belga VASM Sports. Gli osservatori hanno seguito tutte le partite direttamente a bordo campo, compilando costantemente appunti e schede di valutazione. Complessivamente, durante la manifestazione sono stati prodotti quasi 50 report.

Zhang Yuanfeng, il riferimento del Guangdong

Tra i giovani cinesi, il giocatore che ha raccolto il maggiore consenso nei diversi report indipendenti è stato Zhang Yuanfeng, capitano e numero 6 del Guangdong U17. Mohamed Elgazi, Sam O’Sullivan Barker, ENOY e Osian Worth lo hanno seguito in particolare nelle due partite ad alta intensità contro Nottingham Forest e Wellington Phoenix. In uno dei report ha ricevuto una valutazione complessiva di 9, con 9 sia nella componente tattica sia in quella mentale. Le relazioni non hanno però trascurato gli aspetti da migliorare. Alcuni interventi difensivi sono stati giudicati eccessivamente irruenti, mentre il posizionamento senza palla necessita ancora di perfezionamento. La conclusione condivisa dagli scout è che Zhang mostri un livello di maturità particolarmente elevato per un U17. Il suo vero limite di crescita dovrà però essere verificato contro avversari capaci di esercitare una pressione ancora più intensa. Secondo gli osservatori, possiede comunque caratteristiche tali da giustificare un’esperienza all’interno di un settore giovanile europeo.

Liu Yuyang, potenza e accelerazione

Sempre nel Guangdong U17 si è messo in evidenza Liu Yuyang, numero 23, utilizzato nel corso del torneo sia come ala sinistra sia come centravanti. La forza nei duelli rappresenta una delle sue qualità principali. Contro i difensori coreani è riuscito più volte a liberarsi attraverso la combinazione tra fisicità e accelerazione. Anche in questo caso, però, i report hanno evidenziato alcune criticità. Nell’uno contro uno tende ancora ad affidarsi soprattutto alla superiorità fisica e, quando la squadra deve difendere, il suo contributo in fase di ripiegamento non è sempre sufficiente. Gli scout hanno inoltre rilevato un aspetto mentale da sviluppare: quando rimane a lungo fuori dal gioco, l’intensità dei suoi movimenti tende a diminuire e in alcune circostanze mostra segnali di frustrazione.

Guo Guannan divide gli osservatori

Uno dei giocatori sui quali le valutazioni sono state più divergenti è Guo Guannan, centrocampista numero 8 del Meizhou Hakka. In diverse occasioni è riuscito a liberarsi in spazi ristretti grazie alla rapidità del primo passo, accompagnando queste iniziative con passaggi corti di buona qualità nella costruzione offensiva. Il report di ENOY gli ha assegnato una valutazione di 7,5. Secondo Osian Worth, Guo ha sofferto la maggiore intensità dei duelli. Muhd Qayyum, invece, ha sottolineato alcune giocate realizzate nel finale, quando il centrocampista cinese è riuscito a superare gli avversari attraverso movimenti tecnicamente raffinati.Su un punto, tuttavia, gli scout hanno trovato un accordo: la base tecnica è interessante, ma Guo deve riuscire a trasformare i propri lampi di qualità in un rendimento più continuo.

He Tianhong eletto miglior portiere

Tra i calciatori cinesi più apprezzati dagli osservatori figura anche He Tianhong, portiere del Meizhou Hakka U17. Nella sconfitta per 4-1 contro l’Auxerre, Sam O’Sullivan Barker gli ha assegnato un voto complessivo di 8 e la stessa valutazione per quanto riguarda il potenziale.Nel report viene sottolineato espressamente come il portiere non abbia avuto responsabilità principali sulle reti subite e come, senza le sue parate, il passivo avrebbe potuto assumere proporzioni ancora maggiori. Secondo gli osservatori, mantenendo l’attuale traiettoria di crescita potrebbe raggiungere il livello necessario per diventare un portiere titolare nella Chinese Super League. Con un adeguato lavoro specialistico, viene ritenuta possibile anche una futura esperienza da titolare in un campionato europeo di seconda fascia.Il gruppo degli scout lo ha infine scelto come miglior portiere dell’intero torneo.

Sonny Nolan, talento del Nottingham Forest e figlio d’arte

La Hope Cup non ha naturalmente offerto indicazioni soltanto sui talenti cinesi. Tra i giovani stranieri si è distinto Sonny Nolan, centrocampista del Nottingham Forest U17 e figlio dell’ex nazionale inglese Kevin Nolan. Sonny ha chiuso il torneo con sei reti, condividendo il titolo di capocannoniere con il compagno Jaxon. Nella fase a gironi contro Guangdong U17, Mohamed Elgazi gli ha attribuito un voto complessivo di 8,2 e un 8,5 in prospettiva. Nolan si è distinto soprattutto per la creatività. Ha tentato ripetutamente passaggi verticali ad alto coefficiente di difficoltà e soluzioni d’esterno, riuscendo più volte a rompere le linee avversarie con palloni estremamente penetranti. Nella stessa partita ha anche trovato la via del gol. Secondo gli scout possiede una notevole capacità di lettura del gioco. La sua tendenza a ricercare con frequenza la giocata rischiosa, tuttavia, può portarlo occasionalmente a perdere disciplina tattica.

Wattana, il motore del Buriram e MVP del torneo

Il titolo di MVP è stato assegnato a Wattana, numero 6 del Buriram United U17, protagonista di valutazioni molto positive in due report indipendenti. Il suo ruolo naturale è quello di centrocampista, anche se durante il torneo è stato utilizzato occasionalmente come terzino destro. Contro il Nottingham Forest U17 ha ottenuto un voto complessivo di 8,5, con 8,6 nella componente tattica, 8,6 in quella fisica e addirittura 8,8 sotto il profilo mentale. In quella partita ha servito un assist decisivo e ha colpito la traversa con una conclusione dalla distanza di circa 27 metri. La sua resistenza fisica è stata uno degli aspetti più impressionanti dell’intera manifestazione: Wattana ha disputato praticamente tutti i minuti disponibili, mantenendo un impatto significativo tanto nella fase offensiva quanto in quella difensiva. La dimostrazione più evidente è arrivata nella finale disputata sotto una pioggia violentissima. Nonostante le condizioni meteorologiche, ha continuato a correre senza diminuire l’intensità, scandendo i ritmi della squadra e confermandosi il vero equilibratore del Buriram United.

Il problema della visibilità internazionale dei giovani cinesi

Un tema concreto è stato sollevato da diversi scout presenti al torneo. Il livello mostrato sul campo da questa generazione di U17 cinesi è stato giudicato interessante, ma attraverso i normali canali pubblici online risulta estremamente difficile reperire informazioni affidabili su molti di questi ragazzi. La scarsa esposizione internazionale rappresenta di conseguenza un ostacolo per gli osservatori stranieri che volessero continuare a seguirli dopo la fine della competizione. Nicola Guido Vallone ha spiegato che, anche a causa dei sistemi interni di valutazione utilizzati nel calcio inglese, il campionato cinese viene collocato su un livello relativamente basso. Gli scout della Premier League tendono pertanto a concentrare maggiormente l’attenzione sui mercati giapponese e sudcoreano.

Una piattaforma di osservazione a doppio senso

Le decine di report prodotti durante la Hope Cup hanno infine confermato la funzione del torneo come piattaforma di osservazione a doppio senso. Da una parte gli scout internazionali hanno potuto individuare qualità e limiti degli U17 cinesi. Dall’altra, il torneo ha mostrato concretamente come funziona un processo professionale di valutazione del talento a livello internazionale.