Francesco Moriero, il giallorosso nel destino
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Francesco Moriero, il giallorosso nel destino

Alla Roma dal 1994 al 1997, esplose nella sua Lecce con Carletto Mazzone. Ha giocato al fianco di grandi campioni come Totti e Ronaldo

ROMA - Roma e i colori giallorossi sono fin dall’inizio nel destino di Francesco Moriero. A Lecce lo svezza Carlo Mazzone. Moriero ha talento e sfrontatezza, che si vede subito in un celebre tunnel a Cabrini che lo stende senza pensarci due volte. A Lecce rimane fino al 1992, poi gioca due stagioni a Cagliari dove fa il suo esordio nelle coppe europee. Nel 1994 quel ragazzo con la cascata di ricci sulle spalle e il fisico alla Bruno Conti diventa il colpo dell’estate di una Roma che vuole uscire dai disastri dell’era Ciarrapico. 

LA ROMA - Moriero si fa amare da subito, con lo slalom e l’assist perfetto per Cappioli che certifica il momentaneo 2-0 nel derby del novembre 1994, l’apoteosi di quella stagione. La vitalità, l’attitudine alla corsa non gli mancano, anche se le aspettative forse eccessive sembrano pesare e la continuità di rendimento ne risente. Moriero contribuisce all’esplosione di Francesco Totti, che quell’anno segna il suo primo gol in Serie A, alla prima da titolare all’Olimpico contro il Foggia e ne aggiunge altri tre in campionato. La storia di Moriero alla Roma si può racchiudere in 90 minuti da grande illusione contro lo Slavia Praga nel ritorno dei quarti di Coppa Uefa 1995-96. C’è da rimontare lo 0-2 dell’andata. L’Olimpico, tutto esaurito, sospinge i giallorossi. Moriero avvia un sogno collettivo, che sembra farsi concreto quando Giannini raddoppia di testa e va a esultare sotto la Sud agitando la maglia come Pruzzo dieci anni prima contro la Juventus. Moriero completa la doppietta, la Roma sfiora il poker ma finisce tutto con una beffa amarissima nel finale.

ALL’INTER E IN AZZURRO - Nel maggio 1997 si accorda col Milan ma a luglio finisce all’Inter scambiato con André Cruz. Quando Alvaro Recoba disegna la punizione da antologia contro il Brescia, Francesco Moriero inventa un’esultanza diventata rituale: gli lustra la scarpa. Il gesto dello sciuscià è pensato però per il campione all’esordio in Italia quel 31 agosto 1997, il più atteso dei 22 a San Siro, Ronaldo. Avrà modo di ripetersi eccome, anche con il Fenomeno che regala gemme di scintillante bellezza anche in allenamento. Sono entrambi punti fermi nella campagna europea che porta l’Inter ad alzare la Coppa Uefa, a Parigi, contro la Lazio. Moriero non si ferma. In Nazionale, in un’amichevole contro il Paraguay, sfodera prima una rovesciata con palla beffarda che scavalca Chilavert, poi un perfetto tiro all’incrocio. La doppietta in azzurro gli vale un posto nei 22 di Cesare Maldini al Mondiale di Francia. Chiuderà la carriera a Napoli nel 2002.

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