Di Biagio, testa e cuore col maestro Zeman
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Di Biagio, testa e cuore col maestro Zeman

Il centrocampista ha seguito il boemo a Foggia e alla Roma vivendo le migliori stagioni in carriera

Una vita al centro del gioco. Ha esordito in A con la Lazio, Gigi Di Biagio, grazie a Giuseppe Materazzi. Ma è alla Roma che si consacra dopo gli anni nella prima Zemanlandia a Foggia. Al boemo deve moltissimo. L’ha messo al centro del gioco e di un progetto di calcio che ha portato un gruppo di giocatori presi dalle serie inferiori a incantare contro la Juve, il Milan, l’Inter.

Di Biagio, che da ragazzo ha giocato anche da playmaker a basket, è l’elemento chiave del 4-3-3. Un ruolo in cui, racconta alla rivista “La Roma” nel 1999, «devi parlare molto, sei impegnato sia in fase offensiva che difensiva, sia sulla fascia destra che sinistra. È un ruolo in cui devi allacciare diversi reparti. Sei sempre partecipe anche quando non hai la palla tra i piedi».

GLI ANNI CON ZEMAN - Nell’estate del 1995, Zeman lo vuole alla Lazio ma alla fine lo prende Sensi per la Roma di Mazzone. I rapporti con l’allenatore, che ha una visione di calcio totalmente diversa dal boemo, rimangono tesi. Segna comunque due gol, il primo alla Cremonese e il secondo all’ultima giornata, su rigore contro l’Inter. Giannini, che lascerà i giallorossi dopo 15 anni, è squalificato. La Roma vince 1-0 e si qualifica per la Coppa Uefa. Il fallimento di Carlos Bianchi apre le porte a Zeman.

Di Biagio rifiuta un’offerta dell’Inter nell’estate del 1997 e rinasce. Segna dieci gol nel 1997-98 tra campionato e Coppa Italia. Si regala la prima doppietta alla trentesima giornata, contro il Brescia. Apre e chiude il 5-0 all’Olimpico che spinge la Roma al quarto posto a quattro giornate dalla fine: prima un rigore contestato, fallo dell’ex Cervone su Delvecchio, poi un tiro debole ma preciso con la vittoria ormai acquisita. La qualificazione in Uefa diventa sicura dopo la successiva gara interna. È un altro show, 5-0 al Milan che mai aveva subito una sconfitta così netta negli scontri diretti. Di Biagio timbra un’altra doppietta, rigore e gran tiro dal limite, secondo e terzo gol di un pomeriggio di ebbrezza calcistica condivisa. Si guadagna un posto al Mondiale di Francia, e come andrà a finire è ormai storia.

L’ADDIO - Torna a giocare come sa, anche se la Roma non è più la stessa. Segna quattro reti, compresa la sua unica in Europa. Regala una timida speranza nei quarti di finale di Coppa Uefa. Al Vicente Calderòn l’Atletico Madrid domina, segna con Josè Mari e Roberto e va a centimetri dal ko tecnico. Un palo salva la Roma che resta in partita grazie a una punizione delle sue di Di Biagio. Non basterà per la semifinale: gli spagnoli vinceranno 2-1 anche all’Olimpico. A fine stagione è inevitabile il divorzio con Zeman. Arriva Capello, che ha altre idee e altri piani. Di Biagio saluta e passa all’Inter.

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