Italia, Chiellini: «La centesima maglia un sogno. Ci servono serenità e fiducia»
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Italia, Chiellini: «La centesima maglia un sogno. Ci servono serenità e fiducia»

Il difensore della Juventus e capitano azzurro: «La mancata qualificazione ai Mondiali è una cosa che ci ha distrutto, un vuoto che ci portiamo dentro. Bisogna ripartire dalle basi e capire cosa serve per tornare alla pari con la grandi»

COVERCIANO - I malumori sono alle spalle e Ciro Immobile è pronto a dimostrare il suo valore anche in Nazionale: «Sono sempre carico - ha detto il bomber della Lazio ai microfoni di Rai Sport dal ritiro di Coverciano in vista della sfida di Nations League contro il Portogallo e della successiva amichevole contro gli Usa -. Come ho detto nel recente passato, sono sereno qui in azzurro: il ct mi conosce e mi stima. Il mio rapporto con Mancini è ottimo: l'importante è che noi attaccanti ritorniamo a far gol. Il ct mi ha dimostrato la sua stima convocandomi anche stavolta, voglio ripagarla. Il primo posto in Nations League? Ci crediamo, tutti». L'obiettivo per il centravanti campano è quello di riproporre con l'Italia le prestazioni fornite con la Lazio: «A Reggio Emilia contro il Sassuolo non ho fatto gol perché li ho conservati per la Nazionale - ha detto scherzando -. Le recenti panchine in azzurro? Come ho detto anche in passato ci sono delle scelte da fare ma il mister mi conosce, mi stima e mi ha sempre chiamato quindi sono pronto. Non c'è alcun problema, il rapporto con il mister è ottimo. Recuperare la maglia da titolare in azzurro? Si può fare. Come ero titolare in passato, posso tornare ad esserlo anche adesso. L'importante è che gli attaccanti tornino a fare gol, speriamo di avere l'occasione per dimostrarlo».

CAPITAN CHIELLINI - Oltre a Immobile ha parlato anche il capitano Giorgio Chiellini, che in azzurro debuttò il 17 novembre del 2004: «E se tutto va come deve andare - ha detto il difensore della Juventus ai microfoni di Sky Sport - il 17 novembre 2018 farò la mia 100esima partita in Nazionale. È un grande traguardo e un onore: da bambino uno sogna di giocare in serie A, in Nazionale, ma arrivare a 100 presenze va tanto oltre. Le doti naturali le ho ma c'è tanto lavoro dietro questo traguardo: la maglia azzurra è speciale. Non ti identifichi in un club ma rappresenti la tua nazione, vivi delle emozioni in prima persona e le fai vivere a tutta la nazione, è qualcosa di impareggiabile.La tensione che si prova nel giocare in Nazionale non si prova nemmeno nelle partite più importanti». Un traguardo da festeggiare dunque nel match di Nations League a San Siro contro il Portogallo, che sarà però di nuovo orfano di Cristiano Ronaldo, suo compagno in bianconero: «Peccato, mi sarebbe piaciuto sfidarlo perché giocare contro i campioni aiutata a migliorare». Il match di San Siro sarà comunque un esame importante per vedere a che punto è la Nazionale dopo la delusione della mancata qualificazione ai Mondiali russi: «È una cosa che ci ha distrutto, un vuoto che ci portiamo dentro, sia noi vecchi ma anche i più giovani che erano con noi - ha confessato Chiellini -. La speranza è che serva a ripartire per un progetto a medio-lungo termine, bisogna ripartire dalle basi e capire cosa serve per tornare alla pari con la grandi. Non è comunque tutto nero come vedevamo fino a un mese fa. Non è che queste due partite con Ucraina e Polonia, dove abbiamo giocato bene e che sono state una bella iniezione di fiducia, cambiano quello che siamo. Abbiamo davanti un percorso non brevissimo ma da fare con serenità e fiducia, che sono i due concetti sui cui Mancini ha battuto e continua a battere da quando è arrivato».

AMORE AZZURRO - Certo, c'è il rammarico di non aver mai vinto nulla in azzurro, soprattutto quel Mondiale dove il difensore juventino ha collezionato due eliminazioni al primo turno prima della mancata qualificazione in Russia. «Avremmo potuto fare di più, ma portero' tantissimi ricordi, tantissime cose belle da questa grande avventura. La fascia da capitano? È solo un simbolo: in ogni squadra, in ogni gruppo ci sono tanti capitani, ognuno deve dare il suo ingrediente. Non sarò mai uguale agli altri capitani che ho avuto la fortuna di avere, da Cannavaro a Del Piero o Buffon, ma cerco di esserlo con quello che sono, con le mie caratteristiche». Detto infine che col lavoro si può migliorare, («anche a 34 anni e me l'hanno insegnato in tanti, per ultimo Buffon»), Chiellini non ha alcuna intenzione di fissare una scadenza per la sua esperienza in Nazionale«Non puoi fare programmi a lungo termine, io la vivo ancora con l'entusiasmo del debuttante, godendomela convocazione dopo convocazione. Dopo la mancata qualificazione al Mondiale ho fatto una riflessione con me stesso molto lunga: la Nazionale non si può rifiutare. Ho massimo rispetto per quelli che fanno una scelta diversa ma finché il ct ti chiama, hai l'obbligo morale di rispondere».

 

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