Mancini: «Allegri-Adani? Le opinioni vanno sempre rispettate»
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Mancini: «Allegri-Adani? Le opinioni vanno sempre rispettate»

Anche il ct azzurro dice la sua sulla lite tra il tecnico della Juventus e l'opinionista: «Non è successo niente di grave, si è parlato solo di calcio. Ma alla fine vince la squadra migliore»

FIRENZE - Nelle nazionali azzurre «cerchiamo di portare avanti un pensiero che possa essere condiviso. Vogliamo riuscire a dare alle nostre squadre una mentalità offensiva, vincente e propositiva. Questa per noi è una cosa positiva sulla quale lavorare, sperando di riuscirci tutti insieme. I risultati delle Under sono positivi, quindi mi sembra che siamo sulla buona squadra». È il giudizio positivo di Roberto Mancini: il ct è a Coverciano dove è iniziata la due giorni di stage con i giovani azzurri. Parlando dei prossimi Europei, invece, Mancini è tornato sulla data di chiusura del prossimo campionato prevista per il 26 maggio. «Credo che il presidente Gravina abbia espresso il suo pensiero che è anche il nostro. Prendiamo atto di quel che accadrà. Se il campionato finirà prima, saremo felici perché potremo usare quei giorni in più per far riposare i giocatori e per dar loro la possibilità di arrivare al raduno almeno un po' liberi mentalmente e avendo recuperato un po' di forze dopo un campionato e una stagione estenuante. I giocatori - ha proseguito Mancini -, dopo aver giocato ininterrottamente per 11 mesi, prima di prepararsi a un evento come il campionato d'Europa o un Mondiale, penso che abbiano bisogno di almeno una settimana di libertà per scaricarsi un po', altrimenti diventa difficile. Vedremo quel che accadrà. Se spero in cambiamenti di idea della Lega sulle date di fine campionato? Io lo spero per dare la possibilità ai giocatori di riposare, in modo che poi possano venire qua avendo ritrovato la voglia di allenarsi. Penso sempre che le cose si possano migliorare».

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SU ALLEGRI-ADANI - «Con Allegri o con Adani? Non ho visto, ma finita la partita un allenatore può essere stanco. Si è parlato di calcio, non è niente di grave. Credo che se uno esprime un'opinione vada accettata. È stata una bella fortuna per voi giornalisti. Alla fine - ha chiosato Mancini - chi vince è la squadra che fa sempre meglio degli altri, è stata la migliore. Non ho mai visto vincere la squadra mediocre. In Italia siamo cresciuti con la mentalità che la cosa più importante è il risultato, ora la mentalità è un po' cambiata anche se non dobbiamo dimenticare che questa mentalità ci ha portato a vincere 4 mondiali».

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SPAZIO AL TALENTO - «Cerchiamo di portare avanti un pensiero condiviso. Riuscire a dare alle squadre una certa mentalità offensiva è la cosa positiva, speriamo di riuscirci tutti insieme. Le nazionali minori stanno crescendo molto e stanno facendo bene. Il problema è quando i giovani arrivano in prima squadra e fanno fatica a giocare. Parliamo molto dell'Ajax, ma per tre, quattro o cinque anni non vince niente, i giovani li fanno giocare e gli danno fiducia anche quando sbagliano. Se hanno talento è solo questione di tempo».

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VOLTI NUOVI - Lo stage che inizia oggi, concordato dalla Figc con la Lega di Serie A, riguarda i giocatori di fascia di età più giovane che già fanno parte del giro azzurro e a condurre gli allenamenti ci saranno anche i ct dell'Under 21, Luigi Di Biagio, e dell'Under 20, Paolo Nicolato. Sono 33 i calciatori convocati perché Parigini e Conti, che erano stati chiamati, hanno dato forfait per infortunio. Di questo gruppo fanno parte tre 2001 e cinque giocatori che non hanno neanche un minuto in Serie A: Bellanova, Carnesecchi, Plizzari, Portanova e Riccardi. A chi gli chiedeva se fosse già pronto un ricambio generazionale per Bonucci e Chiellini, il ct ha risposto: «Se ci sentono si offendono, ma credo che ci siano difensori giovani e bravi, Caldara, Mancini ad esempio, ma anche in Under 21 ce ne sono due o tre bravi. Il problema dei difensori e del portiere non c’è». E su Balotelli: «Lui sa che oltre a far gol e giocare bene deve comportarsi bene. In campo chi è sempre a rischio espulsione diventa un problema. Lo sa, non glielo ho detto una volta sola».

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