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Mancini: "Chat con gli azzurri. Zaniolo? Nessun caso, se bravi chiamo anche i Primavera"

Le parole del commissario tecnico della nazionale italiana: "Per me l'età non conta: contano tecnica e personalità. Post Coronavirus? I calendari saranno un problema"

Mancini:
© ANSA

ROMA - E' il ct della Nazionale Roberto Mancini il primo ospite del Bfc Academy Webinar, una serie di incontri tra i ragazzi del settore giovanile della società rossoblù e personaggi del mondo dello sport e dello spettacolo che va in onda sul canale YouTube del Bologna Fc. Tante le curiosità che i giovani calciatori hanno chiesto al commissario tecnico nei 45 minuti di chiacchierata. A fare gli onori di casa l'amministratore delegato Claudio Fenucci. "Per me Bologna è Bologna, è una cosa speciale", ha detto Mancini in apertura. "Abbiamo organizzato qualche chat per salutare i ragazzi e tenerci in contatto con loro. Non ci vediamo da novembre e speriamo di ricominciare l'attività a settembre. I calendari saranno un problema" ha dichiarato Mancini sui rapporti con i giocatori azzurri durante l'emergenza Coronavirus in Italia.

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Le parole di Roberto Mancini

"Zaniolo? Non è stato un caso. Lo vidi alle fasi finali dell'Europeo Under 19, in cui era sotto categoria e decisi di chiamarlo. A voi ragazzi dico, impegnatevi e allenatevi duro: se avete qualità tecniche e personalità sono pronto a chiamarvi, anche se non avete ancora esordito in prima squadra" sono le parole su Zaniolo di Mancini che ha poi aggiunto: "Nel mio staff ci sono persone che monitorano il campionato Primavera e se ci sono ragazzi in gamba sono pronto a chiamarli. Per me l'età non conta: contano tecnica e personalità. Ragiono così perché io a Bologna ho esordito a sedici anni e mezzo, grazie al fatto che trovai persone che mi diedero fiducia e sono sempre pronto a fare lo stesso. Bisogna dare spazio ai giovani bravi, farli giocare e lasciarli anche sbagliare".

Mancini e il debutto con Burgnich

"In Italia la sconfitta non è contemplata. Credo di essere l'allenatore che nel mondo, spero di non essere smentito, ad aver fatto giocare più giovani in tutte le mie esperienze di club. Tra Inter, Fiorentina, Lazio, Mancity, Galatasary, Zenit. Quando vedo un calciatore pronto per la prima squadra lo faccio entrare e se ha qualità anche giocare, non pensando alla possibilità che possa farmi perdere una gara" ha detto Mancini, che ha anche spiegato il motivo di questo suo approccio ricorrendo alla sua storia personale. "Quando Burgnich mi fece debuttare a 16 anni e mezzo, davanti a me c'erano 4-5 attaccanti molto piu' bravi ed esperti, non so perche' lo fece, ma mi diede la possibilità; le prime 2-3 gare entrai dalla panchina, ero emozionato, non riuscivo a giocare come volevo. Dalla quarta, feci anche gol a Como fini' 2-2 e quel gol mi ha dato una spinta enorme e poi giocai quasi tutte le gare" il ricordo del ct.

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