Disastro Italia, dopo la Moldova via Spalletti e subito Ranieri: l'unico che può salvare l’Italia 

L'indegna umiliazione patita contro la Norvegia e il rischio concreto di non andare ai Mondiali per la terza volta di fila suonino campane a martello per Gravina: cambi subito ct o andrà a fondo anche lui. Sir Claudio è l'uomo in grado di ribaltare la situazione

Xavier Jacobelli
Xavier Jacobelli

8 min

Pubblicato il 07.06.2025, 15:10 (Aggiornato il 07.06.2025, 15:33)

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Prima di tutto i numeri. Sono implacabili e inchiodano l'etichetta fallimentare sulla gestione Spalletti della Nazionale. Dopo sole tre partite del girone eliminatorio per la Coppa del Mondo 2026, la Norvegia è a punteggio pieno e a +10 nella differenza reti. L'Italia è già a -3, quindi a -13 dai Vichinghi che l'hanno umiliata a Oslo. Nella classifica finale, in caso di arrivo in parità deciderà il computo generale dei gol segnati e di quelli subiti, non quelli degli scontri diretti. Ammesso e non concesso di battere i norvegesi al ritorno (16 novembre), per arrivare primi nel raggruppamento evitando i playoff, bisognerà vincere tutte le partite segnando un sacco di gol alla Moldova, lunedì a Reggio Emilia; all'Estonia e a Israele. E tutto questo potrebbe anche non essere sufficiente. 

Italia, falsa partenza con Spalletti 

L'Italia non è seconda nel proprio girone, ma quarta (Norvegia 9 punti, Israele 6, Estonia 3, Italia e Moldova 0); è la prima delle non vincenti in Nations League (eliminazione ai quarti contro la Germania). Per andare al Mondiale, la Nazionale dovrà sperare di recuperare terreno sulla Norvegia con il complicatissimo aggancio al primo posto oppure piazzarsi seconda in un girone dove al momento è quarta perché, centrando gli spareggi, questi saranno ancora divisi in quattro blocchi da quattro nazionali: prima la semifinale, poi la finale. Due partite secche da vincere, senza se e senza ma. È tassativamente vietato sbagliare, già dalla prossima contro la Moldova. Come possa riuscirci questa squinternata Nazionale, senza gioco, senza qualità, senz'anima, cioè il nulla assoluto, è un mistero doloroso. Retegui, 30 centri in stagione, all'Ullevaaan Stadion non ha ricevuto uno straccio di pallone giocabile; gli interisti Barella e Bastoni sono ancora sotot lo choc Psg; la difesa è una banda del buco (si è salvato solo il debuttante Coppola, l'unico a metterci l'anima; Donnarumma ha evitato un 4-0 ed è stato anche salvato dal palo); il centrocampo è stato piallato dai norvegesi che andavano a cento all'ora; della desolazione offensiva si è detto. Da tre anni l'Italia non perdeva con tre gol di scarto; la Nazionale quattro volte campione del mondo, due volte campione d'Europa e una volta campione olimpica, ha subito 11 gol nelle ultime 4 partite (3 dalla Francia, 2 dalla Germania in Italia, 3 dalla Germania in Germania, 3 dalla Norvegia); è riuscita a mantenere la porta inviolata soltanto in 6 incontri dei 23 disputati con il successore di Mancini in panchina; nelle ultime due gare ha chiuso il primo tempo con un tris sul groppone.

Ranieri da chiamare subito 

Poiché tutto questo basta e avanza per capire che, toccato il fondo, questa squadra e chi la guida hanno cominciato alacremente a scavare, Gravina si decida. Lunedì c'è la Moldova, attualmente n,.154 nel ranking Fifa. Auspicando una larga vittoria, con tutto il rispetto per gli avversari che, invece, è assodato, faranno di tutto per evitarla, subito dopo si congedi Spalletti, eccellente allenatore ma, purtroppo, non altrettanto nei panni di ct,. E si chiami subìto Claudio Ranieri al capezzale della Grande Malata. Il neo senior advisor dei Friedkin è lo specialista in missioni impossibili. L'ha appena dimostrato rigenerando la Roma che il 14 novembre prese in mano pencolante sulla zona retrocessione. e ha portato a un punto dalla Champions League. Ranieri ha tutto a livello assoluto: carisma, competenza, saggezza, autorevolezza, capacità di soluzione delle situazioni più problematiche. E non vende fumo. Gravina non perda nemmeno un minuto: cambi subito o andrà a fondo anche lui, portando con sé la Nazionale. E questo nessuno glielo perdonerebbe mai.

 

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