Soulé e l’ipotesi convocazione con l'Italia: cosa vuole davvero Matias
Il giro del mondo degli undici romanisti impegnati con le rispettive nazionali toccherà ben 16 Paesi, dall’Islanda alle Seichelles. Ma non l’Argentina, la terra promessa che Matias Soulé insegue da anni e che neppure stavolta, nonostante un avvio di campionato “a trazione gasperiniana” fatto di 3 gol e 2 assist in 6 partite, è riuscito a raggiungere. Ieri il suo nome era sulla bocca di tutti in seguito a una dichiarazione dell’agente Martin Guastadisegno: «Lui è italo-argentino e non so che potrebbe succedere se la situazione con l’Albiceleste non si sbloccasse - ha detto al sito LaRoma24 - Posso dire che avrebbe legalmente la possibilità di essere convocato con l’Italia». Apertura agli azzurri dopo le parole con cui, a giugno, Soulé diceva di aver detto no a Spalletti per Euro 2024? Non proprio. Guastadisegno, a precisa domanda, ci ha spiegato come non intendesse né mettere pressione al ct Scaloni né tantomeno comunicare la volontà di Soulé di abbracciare gli azzurri. La Joyita si sente argentino e continuerà ad aspettare la nazionale che sente sua. Senza se e senza ma. Al momento, resta l’unico talento puro della sua generazione - quella dei nati dopo il 2000 - a non aver ancora debuttato con Scaloni nonostante fosse tra i pre-convocati del Mondiale in Qatar, eppure non demorderà. «Non posso tradire l’Argentina», ha già detto. Un concetto che ieri, ad amici e conoscenti, Soulé ha ribadito con orgoglio.
Roma, Gasperini sfrutta la sosta Nazionali
Nel frattempo, continuerà a lavorare con Gasperini, l’allenatore che lo ha spostato dalla fascia alla zona centrale dell’attacco, avvicinandolo notevolmente alla porta. L’epicentro di tutte le mappe di Gian Piero resta quindi Trigoria, dove per la seconda volta dopo la sosta di settembre potrà allenare un nutrito gruppo di calciatori. Dall’apolide Svilar, ancora in disaccordo con i regolamenti internazionali che lo vorrebbero serbo mentre lui sogna il Belgio, all’acciaccato Wesley, costretto a rinunciare alla chiamata del Brasile però attratto dalla possibilità di ricaricare le pile, fino al diamante Dybala, deciso a mettere altra benzina nel motore dopo l’infortunio: a Gasp non mancherà il materiale tecnico con il quale cominciare già a preparare la sfida contro l’Inter del 18 ottobre. Il tecnico potrà sfruttare un vantaggio: lavorare con l’intera batteria dei trequartisti, tutti a sua completa disposizione.
Roma, torna finalmente Bailey
Bailey potrebbe riaffacciarsi in gruppo già oggi dopo il surreale infortunio al retto femorale destro del 21 agosto, accusato dopo un banale tiro durante il primo allenamento da calciatore della Roma. Le prime prognosi parlavano di uno stop di 30-40 giorni: a conti fatti, è rimasto ai box per circa due mesi. «Presto tornerà quel calciatore all’incessante ricerca dell’eccellenza – ha fatto sapere ieri il padre adottivo e agente Craig Butler – Leon sarà di nuovo in campo per trascinare la Roma verso traguardi che pochi avrebbero immaginato possibili. Io ci credo, perché conosco mio figlio». Oltre all’ex Aston Villa, mancino come Dybala e Soulé, sono rimasti a Trigoria pure Pellegrini, Baldanzi ed El Shaarawy, il primo in cerca di una condizione fisica ancora migliore, il secondo di conferme dopo l’occasione di Firenze e il terzo di riscatto visto che nel mese di settembre Gasperini lo ha schierato dall’inizio solo una volta, a Nizza, sostituendolo poi all’intervallo. Adesso traffico sulla trequarti giallorossa.
