Gattuso e il retroscena su Kean: "Quando è andato via...". Poi la battuta su Gravina e la frase su Zaniolo

L'allenatore della Nazionale pronto al match di qualificazione ai Mondiali 2026 contro Israele: tutte le parole
Chiara Zucchelli
3 min

INVIATA A UDINE - "Viva la pace", dice Rino Gattuso in conferenza stampa. Ed è la cosa più importante, in una giornata storica come oggi. Non è l'unica, però. Perché il ct della Nazionale ci tiene a ribadire quando sia "felice di vedere la guerra finita. Vedere la gente che torna a casa e nella propria terra è un qualcosa di emozionante. Sono e siamo felicissimi che tutto stia finendo e spero che possa durare in eterno. C’è gente che fuori dallo stadio contesterà, ma ci saranno 10 o 11mila persone dentro che ci aiuteranno (al momento la prevendita ha superato i 9mila tagliandi, ndr)". Passando al campo: l'Italia dovrebbe giocare a 3, Pio Esposito non è sicuro del posto da titolare: "Bisogna vedere il minutaggio: più utile dall'inizio o fresco in corsa? La domanda è questa. Io mi innamoro dei miei ragazzi perché vedo come affrontano gli allenamenti. Da due mesi sappiamo che non possiamo sbagliare più, ma dobbiamo pensare a crescere e migliorare, vedo tante cose positive". Guai, però, a parlare di playoff: "Ancora non ci siamo, anche il presidente Gravina, che è scaramantico, quando ne ha sentito parlare ci ha mandato a quel paese - dice Rino, ridendo ma non troppo -. Di sicuro c'è solo la morte, tutte le altre cose vanno conquistate". 

Gattuso e il retroscena su Kean

Di sicuro, lui ha conquistato il gruppo: "Facciamo cose semplici, ci alleniamo al massimo e io parlo solo quando devo parlare. I meriti sono tutti loro. Bastoni poteva andare a casa ieri, è partito stamattina, Kean sapevamo che difficilmente avrebbe recuperato, ha mangiato con noi, gli abbiamo fatto un applauso quando è andato via per quanto ci ha dato". Due parole molto oneste Gattuso le dedica anche a Luciano Spalletti che ha parlato bene, molto bene, di lui e dell'Italia: "Ieri volevo chiamarlo, poi ho detto lasciamo stare. Luciano è un uomo molto schietto e se dice certe cose è perché le pensa. Non l’ho chiamato per non rompergli le scatole, ma avrei voluto farlo. Il suo valore umano è noto a tutti, quando parla non regala mai niente". Lui neppure, tanto che per conquistare la Nazionale c'è solo un modo, il lavoro. E infatti a precisa domanda su Zaniolo risponde così: "Porte aperte per tutti: io e il mio staff viaggiamo molto, chi ci fa vedere qualcosa è qui. Per noi Nicolò è un giocatore importante, è nel posto giusto per avere continuità".


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