Italia-Israele, il ct Shimon: "Siamo parte del nostro popolo, ma dobbiamo essere concentrati sulla partita"
Alla vigilia di Italia-Israele, in programma domani ad Udine alle ore 20:45, il ct degli ospiti Ben Shimon è intervenuto in conferenza stampa per presentare la sfida valida per le qualificazioni Mondiali. Dal clima che sta caratterizzando queste ore alle scelte di formazione, fino al livello della Nazionale di Gattuso.
Israele, il ct Shimon verso l'Italia: "Anche il livello della nazionale avversaria fa la differenza"
Così Ben Shimon in conferenza stampa: "Sarà importante avere equilibrio, non si possono segnare nove gol in ogni partita. Sappiamo cosa è importante per noi per la partita di domani, sappiamo che contro l'Italia non è mai facile: dovremo fare del nostro meglio e fare il nostro gioco. Ogni partita è a sé. Ovviamente c'è anche il livello della nazionale avversaria a fare la differenza: probabilmente abbiamo commesso un po' di errori, ma cerchiamo di fare sempre del nostro meglio. Sempre in trasferta? È molto difficile, vogliamo giocare a casa con il nostro popolo, sappiamo quanto sono emozionanti le partite internazionali. All'inizio del nostro percorso abbiamo deciso di non parlare di ciò che manca, non possiamo controllarlo. Alla fine faremo i conti con i nostri risultati. Ovviamente, ogni nazionale vuole giocare in casa...". Non mancano i dubbi di formazione in casa Israele, ma non sarà il risultato dell'andata a condizionare il ct: "Crediamo sempre nella nostra nazionale, abbiamo calciatori e ragazzi bravi che possono iniziare una nuova gara senza pensare all'ultima sconfitta, pur avendo perso in un modo un po' brutto. Credo nei miei calciatori, vogliamo fare grandi cose per questo popolo e per questi tifosi. Siamo molto concentrati".
Shimon: "Siamo parte del nostro popolo"
Tra manifestazioni per Gaza e proteste contro Israele, Shimon cerca di tenere alta la concentrazione all'interno dello spogliatoio, pur consapevole del momento storico e delle tensioni geopolitiche: "Siamo parte del nostro popolo: sono molto emozionato, ma ora è il momento di pensare alla partita. Dobbiamo mettere la testa sulla gara di domani per portare felicità al nostro popolo, dobbiamo essere molto concentrati per controllare la partita. I giocatori lo sanno. La giornata in albergo? Siamo stati tutti insieme abbracciati ed emozionati. Come una madre che abbraccia il figlio che torna a casa, un momento che ci resterà per tutta la vita. Nei nostri anni ricorderemo questo momento, resterà per il popolo israeliano e per il mondo. Abbiamo ascoltato queste storie, poi però dal pomeriggio abbiamo deciso di concentrarci solo sul campo perché siamo veri professionisti".

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