Italia, meno male che nei playoff non ci sarà un'altra Norvegia
Illusa dal gol di Pio Esposito, il terzo in 5 presenze, balla solo un tempo l'Italia che cercava la rivincita sulla Norvegia, cinque mesi dopo il tris preso a Oslo. Finisce malissimo: 4-1 per i Vichinghi che si scatenano nella ripresa, sempre sotto il segno di Erling Braut Haaland: un'altra doppietta, la seconda dopo una cinquina e due triplette, 55 gol in 48 presenze con la Nazionale, 31 gol nelle 21 partite stagionali disputate sinora, 16 gol nel gruppo I che lo celebrano capocannoniere della zona europea. Dopo 28 anni, la Norvegia torna ai Mondiali e lo fa con merito assoluto, stravincendo le eliminatorie a punteggio pieno: 8 vittorie su 8, 37 gol segnati, 5 subiti, differenza reti +32. Numeri impressionanti che candidano la squadra di Solbakken fra le outsider del torneo iridato 2026. Una grande rivincita inseguita dal '98 per il ct che, all'epoca, giocava nella Nazionale eliminata dal gol di Vieri negli ottavi di finale dei Mondiali francesi.
Norvegia show a San Siro. E l'Italia?
I numeri esaltano la Norvegia, ma non dicono tutto dell'eccellente qualità del suo gioco: Haaland ne è il terrificante terminale offensivo che ha sbancato San Siro, dov'era stato a suo tempo per seguire una partita e assistere a un concerto dei Coldplay. Ci è tornato per suonare l'Italia. Ma come non citare lo scatenato Nusa, Sorloth, Berge, Berg, Bobb, Strand Larsen, splendidi coautori del capolavoro al Meazza, teatro di un'impresa destinata agli annali: mai la Norvegia aveva segnato 4 gol agli azzurri in una sola partita. E l'Italia? Vien da dire, meno male che nei playoff non ci sarà un'altra Norvegia, incubo di una piovosa notte d'autunno. Gattuso, al primo ko dopo 5 vittorie di fila, ha fatto bene a chiedere scusa ai tifosi per la figuraccia, tanto imprevista quanto dolorosa. Siamo nati per soffrire e soffriremo il 26 marzo, sperando di arrivare alla finale del 31. Se, rispetto a Oslo, almeno sul gioco la Nazionale per un tempo c'è stata, con Pio Esposito unica nota positiva, nella ripresa è calato il buio pesto: difesa disastrosa, centrocampo con le pile scariche, attacco senza più rifornimenti. Il campo non mente e ha sentenziato: questa Norvegia è molto più forte di questa Italia. Che ha quattro mesi per non diventare ancora più piccola di quanto ora non sia. E la jattura sarebbe insopportabile.
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