Figc, Malagò è il nome forte per il post Gravina: nella lista anche Marotta e Del Piero
L’ex Coni non è candidato unico. Le alternative: da Abete e Marani, cosa può succedere in tre mesi
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Il toto presidente è già iniziato, quando ancora i contorni di quello che succederà oggi in Federcalcio sono solo ipotizzati e non definiti. Gabriele Gravina radunerà i presidenti delle componenti del CF, ma la possibilità che si vada a nuove elezioni e che serva un taglio netto con il passato cresce ogni minuto di più. E allora il primo nome, il più gettonato, è quello di Giovanni Malagò, il “disoccupato” di lusso. Non ha incarichi istituzionali, a parte essere membro del Cio, della Commissione programma olimpico e della Commissione di coordinamento Los Angeles 2028, nonché persidente della Fondazione Milano Cortina 2026 (fino a quando la stessa non cesserà di esistere, roba di pochi mesi).
Il curriculum di Malagò
Malagò è il nome forte per arrivare al soglio di via Allegri, non l’unico. Perché avrebbe degli ostacoli da superare, primo fra tutti l’accettazione da parte di un mondo che conosce benissimo ma che non è il suo. È successo lo stesso con Silvia Salis, oggi sindaca di Genova, quando ha provato a scalare il Coni proprio per il post Malagò. Alla fine ha vinto Buonfiglio, presidente federale eletto dai suoi “pari”, gli altri presidenti. È sicuramente, però, il nome - anche per lignaggio - più spendibile per tutti quelli che non abitano il fortino della Figc. Ha esperienza, conoscenze, capacità. Ha guidato il Coni dal 2013 al 2025, ha rilanciato tutti gli sport italiani, ha provato (andandoci vicino) a riportare le Olimpiadi a Roma, compensando il torto subìto con Milano Cortina.
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