Malagò: “Caso Balogun precedente pericolosissimo. Ct Italia? Non ho parlato con nessuno”
"Mi sembra un'assurdità". Con queste parole il presidente della Figc Giovanni Malagò, commenta la decisione della Fifa di sospendere la squalifica di Florin Balogun. Il calciatore statunitense, espulso contro la Bosnia, potrà scendere in campo nel match con il Belgio, valido per i quarti di finale del Mondiale. "Ho guardato questo articolo 27 di cui si parla, che non è replicabile - ha detto Malagò a Radio1 - menomale, nei campionati nazionali altrimenti sarebbe l'Armageddon. È inutile che ce lo raccontiamo, è una decisione che ha un evidente sapore politico".
Maldini nuovo dt? Le parole di Malagò
Secondo il numero uno della Figc si tratta di "un precedente pericolosissimo, spero se ne rendano conto. Io sono un fautore di questo Mondiale con stadi pieni e tanto entusiasmo, ma quando vedi una decisione così, perde la meritocrazia che è alla base del calcio". Malagò è poi tornato sulla possibile scelta di Paolo Maldini come nuovo dt della Nazionale: "Rientra tra coloro che hanno il curriculum vitae per essere il profilo ideale nel ruolo di direttore tecnico della Nazionale. Ma tutte le persone che hanno ruoli di responsabilità hanno spesso un piano B e anche uno C. Mi sono dato massimo questa settimana per tirare le somme".
Malagò e la scelta del ct
Una volta nominato il dt, si passerà alla scelta del commissario tecnico: "Continuo a sostenere di non aver parlato con nessuno perché sarebbe in contraddizione con ciò che mi sono riproposto, ossia decidere insieme al dt chi sarà l'allenatore. Lancetta più spostata verso Conte che Mancini? Non è escluso che la lancetta non riguardi solo queste due persone", ha aggiunto Malagò che poi, sulla possibilità di aiuto della Serie A per l'ingaggio del ct, ammette come sia "molto importante la disponibilità delle società ad aiutare, eventualmente, al supporto per l'ingaggio dell'allenatore". "Quello che è più bello ancora, però, è che c'è piena disponibilità della Serie A a venire incontro alla Nazionale, che si è resa conto che siamo arrivati a grattare il fondo del barile. - ha concluso il presidente federale - C'è da rifondare il movimento. Io penso che non sia proprio tutto da buttare, ci sono dei giovani importanti. Nella mia testa ci sono sei anni da completare fino a Euro 2032, un periodo quasi ideale per costruire il migliore atleta possibile".
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