Italia, Malagò decide: da Totti e Baggio nel progetto al dt che "può essere una sorpresa"

Entro 48 ore attesa la scelta del nuovo presidente federale, che vuole coinvolgere le 'legends' azzurre e dare una nuova immagine alla Nazionale: i dettagli
Fabrizio Patania

Pubblicato il 10.07.2026, 10:13

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ROMA - Sono le ore decisive per il Club Italia. La scelta di un direttore tecnico è attesa entro 48 ore. Malagò ha lavorato a lungo e ha provato a convincere Paolo Maldini, si è dato tempo e ne ha concesso all’ex dt del Milan. Ora potrebbe virare verso nomi a sorpresa. C’è anche altro all’interno di un progetto che sta prendendo forma nell’ombra. Malagò intende riportare un tocco d’azzurro a Coverciano. Ha intenzione di coinvolgere le “legends” e i grandi numeri 10 della storia, un po’ come fece Spalletti in preparazione all’Europeo 2024. Lucio voleva solo trasferire coraggio alla squadra. Malagò sta cercando di dare una nuova immagine all’Italia. Ieri ha incontrato Totti e l’avvocato Conte per un giro d’orizzonte. In un’intervista a Repubblica, subito dopo le elezioni del 22 giugno, disse: «Parlo con Maldini, ho incontrato Del Piero, ho abbracciato Baggio e sentito Buffon». Si riferiva al dt nella circostanza.

 

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Malagò, nelle prossime ore le decisioni sull'Italia

Tra leggende, possibili richiami al passato (vent’anni dopo il Mondiale 2006) potrebbero essere tante le soluzioni. Dalla figura classica di capodelegazione come lo sono stati Riva e Vialli, l’ex numero uno del Coni voleva passare a un vero direttore tecnico della Nazionale con cui condividere la scelta del ct oppure al recupero di due figure, un presidente istituzionale del Club Italia e un dirigente operativo. Siamo quasi alla svolta. Ieri, per la prima volta, il nuovo presidente federale è apparso dubbioso. L’unica certezza legata ai tempi. Nel week-end intende occupare la casella dirigenziale. «Non cambio opinione, questa è la settimana. Siamo a giovedì, ci sto lavorando molto, spero di potervi lasciare meno agitati nel weekend» ha spiegato in mattinata al Coni, quella che è stata la sua casa per dodici anni, dove è tornato per ricevere la laurea honoris causa dall’istituto ACS Asomi College of Sciences.

 

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Non c'è solo Maldini in lizza come possibile dt azzurro

L’attesa per Maldini ha riempito la cronaca degli ultimi giorni. Sembrava pronto ad accettare, dopo le iniziali titubanze, e poi avrebbe frenato. Non ha mai detto sì ma ieri sera non era ancora tramontato in maniera definitiva. Può darsi che Malagò gli abbia voluto inviare un segnale. Di sicuro, avvalendosi della clausola del silenzio, non ha mai esplicitato o confermato altri nomi che di sicuro avrà contattato negli ultimi dieci giorni per cautelarsi. Non ci sono state conferme su Albertini, uno dei nomi più caldeggiati sino a poche ore fa. Ieri sera, invece, stavano prendendo corpo le indiscrezioni legate a Bergomi, campione del mondo 1982. Non si può escludere, ma si tratterebbe di una figura differente dal direttore tecnico classico, forse un nuovo capodelegazione. Buffon era uscito di scena con Gravina e Gattuso dopo la Bosnia ma quel lavoro di dt lo ha fatto per tre anni. Zola, residente a Londra, non si è avvicinato. Non resta che attendere. Malagò ieri ha aumentato la suspence tipica dei momenti decisivi. «Grande sorpresa? Ci può anche essere una sorpresa. Una volta superato il primo argomento del dt, paradossalmente si potrebbe andare più facilmente sul resto». La scelta del ct appartiene per Statuto al presidente e arriverà subito dopo. Tutto, da tempo, lascia pensare a Mancini.