Pirlo non sarà il ct dell'Italia: "Ho appreso di non essere più candidato alla panchina"
Dopo la scelta da parte di Maldini e Leonardo di nominare Pirlo come nuovo ct è scoppiato un caso diplomatico e la candidatura a commissario tecnico è saltata. In breve: l'attuale tecnico dello United FC, club degli Emirati, era stato identificato come candidato ideale per guidare l'Italia, ma un suo contratto di sponsorizzazione firmato con l'agenzia di scommesse russa Fonbet ha generato il caos intorno alla sua figura, bloccando ogni trattativa e facendo saltare tutto. Infatti, non sarà Pirlo il prossimo ct della Nazionale, come ammesso da lui stesso su Instagram e come voluto da Malagò. Infatti, stando a quanto riferisce il Corriere della Sera, il presidente federale ha deciso che Pirlo non può essere il commissario tecnico dell'Italia non per una questione tecnica, ma di opportunità.
Le parole di Pirlo
Dopo ore di grandi polemiche sono arrivate le parole dello stesso Pirlo, che tramite un lungo messaggio su Instagram ha detto la sua dopo giorni di silenzio: "Negli ultimi giorni ho assistito con grande amarezza al dibattito che si è sviluppato intorno al mio nome e alla possibilità di ricoprire il ruolo di Commissario Tecnico della Nazionale italiana. Per rispetto nei confronti delle istituzioni, della Federazione e di tutte le persone coinvolte, ho scelto finora di mantenere il silenzio, ma dopo aver appreso ieri sera di non essere più il candidato alla panchina della Nazionale italiana, ritengo però doveroso chiarire alcuni aspetti. Nel corso della mia carriera, prima da calciatore e oggi da allenatore, ho sempre svolto la mia attività nel pieno rispetto delle leggi dei Paesi in cui ho lavorato e dei contratti che ho sottoscritto. La collaborazione professionale oggetto delle recenti polemiche nasce nell’ambito del mio percorso lavorativo negli Emirati Arabi Uniti ed è esclusivamente di natura commerciale e sportiva".
Pirlo: "Ringrazio Maldini e Leonardo"
PIrlo ha aggiunto: "Attribuire a tale collaborazione un significato politico significa attribuirmi convinzioni che non ho mai espresso e che non mi appartengono. Desidero ringraziare Maldini e Leonardo per la stima e la fiducia che mi hanno dimostrato. Conosco la loro competenza, la loro serietà e l’amore che hanno sempre dedicato al calcio italiano. Mi rammarica che una scelta di carattere sportivo sia stata rapidamente trascinata in un confronto pubblico che ha finito per attribuire alla mia persona significati e intenzioni che non mi appartengono. L’amore per l’Italia non dipende da un incarico. Fa parte della mia storia, della mia identità e continuerà ad accompagnarmi, sempre".
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