Oriali e Zola verso l’Italia di Mancini: i ruoli che ricopriranno nella Nazionale
Le tessere del puzzle vanno pian piano al loro posto. Ieri mattina la nuova struttura del Club Italia era già al lavoro negli uffici della Figc. All’inizio era Malagò, con Ranieri e Mancini. Poi diverse riunioni, tante info da prendere, tante valutazioni da fare, compreso il lavoro da fare a livello di Nazionali giovanili. Per questo motivo la mini-delegazione ha incontrato anche Maurizio Viscidi, coordinatore delle baby nazionali e che preso potrebbe essere affiancato da Gianfranco Zola, per il quale ci sarebbe un doppio ruolo alla vista. Ma andiamo con ordine.
Il ritorno di Lele Oriali in Nazionale
PRIMO COLPO. Lele Oriali tornerà a lavorare con Roberto Mancini. Erano insieme all’Inter, sono tornati insieme in Nazionale, fantastica cavalcata europea compresa, i loro destini tornano ad incrociarsi ed intrecciarsi. Oriali, l’ultima stagione con Conte al Napoli, ricoprirà il ruolo che aveva, sulla carta quello di team manager, in realtà qualcosa di più profondo e delicato. Una sorta di punto fermo, in cuscinetto fra ct, squadra e il resto del Mondo federale, che adesso si avvale della competenza di Claudio Ranieri come Direttore tecnico. «Oriali? Dovete chiedere a Mancini, penso torni ma è giusto chiedere al mister perché spetta a lui» ha detto ieri Malagò, intercettato dalle telecamere di Mediaset. Una risposta che vale quasi come un comunicato ufficiale.
Zola verso il ruolo di capo delegazione, ma non solo
QUESTIONE DI ORE. Non c’è ancora la certezza anche su Gianfranco Zola, l’uomo “riconoscibile” a qualsiasi latitudine, che il gruppo di lavoro azzurro vorrebbe come capo delegazione, nel ruolo che fu di Riva, l’indimenticabile Vialli e Buffon. Zola, attuale vicepresidente vicario della Lega Pro (carica che continuerebbe a ricoprire, non ci sono incompatibilità) avrebbe però un riolo più ampio, più vicino a quello che è il suo mood attuale. La «Riforma» che porta il suo nome e che punta a trasformare la serie C nel principale serbatoio di talenti del calcio italiano (entrerà in vigore nella stagione che va ad incominciare) potrebbe essere uno dei volani della Federazione nell’operazione rilancio. Sei giovani del vivaio (nati dal 2004) in rosa. Aumento progressivo a sette e otto giovani negli anni successivi. Massimo otto prestiti totali da squadre di A, B o estero. Ecco perché, oltre al capo delegazione, il fuoriclasse sardo dovrebbe diventare supervisore delle nazionale giovanili, lavorando con Viscidi, che resterà coordinatore. Malagò ha ripetutola frase che dice sempre: «Zola capo delegazione? Sbagliato dire sì, sbagliato dire no (sorride, ndr). È una persona che darebbe valore aggiunto, ha fatto un gran lavoro in Lega Pro col progetto giovani». Ogni momento è buono per l’ufficializzazione.
Lo staff di Roberto Mancini
VICE. Resta in piedi, nella definizione dello staff di Mancini, il ruolo del suo vice. Detto che Maccarone e Roccati sono certi (il primo come collaboratore tecnico, il secondo come preparatore dei portieri, era coordinatore dei preparatori azzurri prima del divorzio di Mancio con la Nazionale), la corsa per il posto di “secondo” resta aperta. Ieri sono iniziate le telefonate, Mancini è legato a Bonucci da quando era giocatore, Leo è già nello staff tecnico azzurro (con Gattuso), e spera come Bollini, attuale ct dell’U19 e già designato nel 2023 prima che saltasse tutto.
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