Allons enfants de l'Italie. Questo pari vale una vittoria
Nessun dubbio: vale come una vittoria il primo pareggio dell'Italia con la Francia dopo diciannove anni. Interrompe l'emorragia di sconfitte con i Bleus (4 nelle 5 sfide precedenti il 2 ottobre, 9 complessivamente in capo alle ultime 16 partite contro i transalpini). Alla punizione capolavoro di Olise che meriterebbe il Pallone d'Oro se Yamal non lo meritasse ancora di più, ha risposto il rigenerato Bastoni (secondo gol di fila). Grandioso Donnarumma: sei parate strepitose, degne dell'antologia del ruolo nel quale il capitano si conferma il migliore del mondo. E ancora: ottimo l'esordio di Vergara, probante la conferma di Kayode che pure, era solo alla seconda partita in azzurro; così come Frattesi, Fagioli e Tonali hanno superato la prova del nuovo centrocampo.
Una squadra degna di questo nome
Soprattutto, in casa dei fortissimi Bleus, finalmente abbiamo visto una Nazionale con gioco, personalità e interpreti degni della maglia azzurra. Una squadra degna di questo nome: ha creato nitide occasioni da gol, ha sofferto quando i Cugini sono andati in vantaggio, ha reagito, ha pareggiato, non ha rubato nulla, addirittura, espulso Upamecano nel finale ha cercato di vincere. Buon segno. Dopo il 4-1 alla Turchia, l'1-1 opposto a una Grande del calcio mondiale, così ricca di tecnica e di campioni, premia le scelte di Mancini, accresce la consapevolezza del gruppo nelle proprie possibilità, scolorisce nel tempo la notte maledetta di Zenica.
Il messaggio di Parigi
Il 5 ottobre a Bologna, di nuovo la Turchia ci dirà se un altro passo avanti potrà essere fatto. Poi in novembre, con Francia e Belgio capiremo dove potrà arrivare l'Italia di Mancini II in questa Nations League. Ora, ciò che conta è il messaggio arrivato da Parigi. Così prezioso e, probabilmente insperato, considerata la forza della Francia di Zidane al quale gli azzurri hanno guastato la festa del ritorno a Saint Denis. Giova ricordarlo: soltanto due mesi e mezzo fa, i Bleus con Deschamps in panchina erano arrivati sino alla semifinale del Mondiale vincendo tutte e sei le partite disputate, prima di affrontare la Spagna e perdere a un passo dalla finale, venendo poi sconfitti per 6-4 dall'Inghilterra nella pirotecnica sfida per il terzo posto. Non è il caso di illuderci poiché lunga e lastricata di ostacoli è la strada per tornare a ciò che eravamo. Però, vivaddio, s'intravede la luce in fondo al tunnel.
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