L'Italia verde di Mancini vola: il dato sul ct è impressionante. Da Vergara a Kayode: 64 esordienti in 64 partite!

La vocazione dell'allenatore è chiara a tutti: già lanciati Zoma, Romano Doumbia e Ruggeri. E altri sono pronti
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Fabrizio Patania

Pubblicato il 04.10.2026, 08:34

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Un dato, meglio di qualsiasi altro, racconta la vocazione del selezionatore Roberto Mancini, numero 10 per intuizioni, coraggio, capacità di riconoscere il talento e scoprire i giovani: 64 partite da commissario tecnico e 64 esordienti con l’Italia. Rivera e Capello non gli perdonano l’addio di tre anni fa, ma Roberto conosce il mestiere di ct, era spinto da motivazioni feroci e rappresentava la soluzione ideale per affrontare la crisi profonda del calcio italiano. In poche ore ha dato una sterzata, accelerando il processo di rifondazione e forse gli serviva quel primo tempo da incubo con i Diavoli Rossi per tagliare con il passato. Una bella scoperta l’Italia. Nomi nuovi, l’idea di futuro. In tre partite 7 debuttanti. La svolta dopo il Belgio, quando nel blocco dei titolari facevano parte alcuni senatori come Di Lorenzo, Barella e il romanista Mancini. A Parigi, con la Francia, l’età media della formazione iniziale si era abbassata dai 26 anni e 2 mesi dello stadio Olimpico a 24,6. Adrenalina pura nel solco di un progressivo ricambio.

 

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Vergara, che spinta! E in attacco l'Italia scopre nuove certezze

Mancio si era fermato in Olanda, finale per il terzo posto di Nations (18 giugno 2023), con il debutto di Buongiorno in difesa. Allo Stade de France ha chiuso con l’esordiente Vergara, entrato con personalità, i calzettoni abbassati e il motore acceso. Il fantasista del Napoli è stato decisivo nell’ultima mezz’ora non solo per la caccia al pallone che Bastoni avrebbe trasformato nel pareggio. Vede il gioco, ha un sinistro delicato. Magistrale la carezza per il colpo di testa di Kean che avrebbe potuto regalarci il sorpasso. Quando è stata definita la lista, Antonio era in cima alle preferenze per la fascia destra con Zaniolo, finito ko. Mancio non si è perso d’animo. Sa trovare le soluzioni e governare il gruppo, ha ottenuto disponibilità, altrimenti Barella non avrebbe accettato la panchina. Mancano le ali? Pazienza, ci sono i centravanti. A Parigi, in casa della Francia, si è presentato con tre numeri 9 nel tridente. Kean si è speso da ala sinistra, rientrava come un terzino. Sebastiano Esposito ha dimostrato di poterci stare benissimo per qualità e spirito di sacrificio. Ha sbagliato pochissimo il fratello di Pio, recuperando diversi palloni. Faceva l’esterno con Pisacane a Cagliari, ma Aquilani e il Sassuolo lo utilizzano da centravanti.