Maradona e la frase svelata alle sorelle in punto di morte: impossibile non commuoversi
A Buenos Aires va avanti il processo per la morte di Diego Armando Maradona presso il Tribunale penale di San Isidro, con i sette imputati (tra medici e infermieri) che rischiano pene dagli 8 ai 25 anni di carcere. Nell'ultima udienza hanno testimoniato le sorelle del campione argentino, scomparso tragicamente a 60 anni il 25 novembre 2020: Ana e Claudia. Impossibile non commuoversi in aula davanti al racconto fatto dalla 74enne Ana sulle parole pronunciate da Diego quando si sono incontrati per l'ultima volta, qualche giorno prima della sua dipartita. "L'ultima volta che ho visto mio fratello è stato alla clinica dove era stato operato alla testa. Era dopo l'operazione e sembrava stare bene. Poi si è lamentato e gli ho chiesto se provava dolore. ‘Sì, mi fa male l'anima', ha risposto", ha raccontato la donna. Ana, insieme a Claudia, ha poi descritto Maradona come un fratello "presente e affettuoso" che ha sempre detto loro che voleva "vederle bene".
Processo Maradona, la testimonianza delle sorelle
Le due sorelle appresero nello stesso momento che Diego Armando Maradona era morto: "Ci hanno chiamato per dirci che era svenuto. Lo abbiamo saputo e siamo andati con le mie sorelle. Le sue figlie e la loro madre (Claudia Villafane, ndr) erano già lì. Quando siamo arrivate, abbiamo scoperto che era morto. Le ragazze ce l'hanno detto", ha spiegato Ana, la più grande degli otto fratelli Maradona. Nella sua testimonianza Ana, così come la sorella Claudia, ha fatto riferimento alla riunione in cui è stata presa la decisione di trasferire Maradona dalla clinica per il decorso post operatorio in una casa privata, nella residenza di San Andres dove poi sarebbe morto nell'incuria assoluta di chi avrebbe dovuto badare a lui. Le due sorelle hanno affermato di non aver espresso la loro opinione su cosa fare, ma di aver semplicemente ascoltato le opzioni proposte dalle figlie di Maradona in seguito ad un consulto con i professionisti: restare in clinica o scegliere una casa per le cure.
Maradona, dalla clinica a una casa privata
"Il ricovero sarebbe stato molto difficile a causa del temperamento di mio fratello e tutti suggerivano la reclusione domiciliare. Non ricordo esattamente chi lo propose, ma tutti erano d'accordo", ha fatto sapere Claudia durante la sua testimonianza. Riguardo allo status di paziente di Diego, le due sorelle hanno sottolineato più volte che lui "faceva quello che voleva" e "si opponeva alle cure". Hanno però sottolineato che nel caso di Leopoldo Luque, il neurochirurgo accusato di essere il primo responsabile della morte, la situazione era diversa: "Luque è andato a controllare, mio fratello gli ha permesso di curarlo", ha assicurato Ana. Claudia, da parte sua, ha aggiunto: "Luque era il medico di fiducia di mio fratello. Ha sostituito Cahe, che era il suo medico quando era più giovane. Luque si è preso cura della sua salute".