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L'Inghilterra è fuori. Mai così male dal '58

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Sulla graticola finisce Roy Hodgson. La federazione inglese però gli ha rinnovato la fiducia

 

venerdì 20 giugno 2014 23:21

ROMA - E adesso 'God save England'. Fuori anzitempo dal Mondiale, come non accadeva dal 1958, l'Inghilterra celebra il suo dramma fatto di critiche feroci ad allenatore e giocatori per una spedizione tra le più disastrose della sua storia. Quasi tutti i principali media britannici aprono le loro edizioni on line con l'eliminazione dei Leoni inglesi e 'Crash Out' è il termine più abusato per descrivere il tonfo. Va in scena subito il processo ad allenatore e giocatori in modo, al solito, impietoso. Sulla graticola finisce mister Roy Hodgson. La federazione inglese però gli ha rinnovato la fiducia prima ancora che l'eliminazione - determinata dalla vittoria a sorpresa del Costarica sull'Italia - fosse già realtà. "Noi sosteniamo Roy Hodgson e vogliamo che rimanga allenatore", ha detto il presidente della federcalcio britannica Greg Dyke.

LE CRITICHE - Lo stesso Hodgson, con aplomb tutto britannico e incurante del flop, subito dopo la sconfitta per mano dell'Uruguay aveva annunciato la volontà di continuare. Benzina sul fuoco per una nazione che calcisticamente parlando è sull'orlo di una crisi di nervi. Bastava leggere 'The Sun' oggi per capire l'aria che tira: "Suarez ci ha messo ko ma Roy insiste e vuole continuare ad allenare la nazionale". Difficile credere a un matrimonio in grado di reggere le pressioni dell'opinione pubblica. E così l'Inghilterra si ritrova a riflettere sul paradosso di uno dei campionati più ricchi e vincenti nelle competizioni di club ma incapace di esprimere una nazionale di livello. E si accorge che dietro i lustrini dei trofei c'è l'apporto decisivo dei tanti stranieri pagati fior di sterline. Come quel Luis Suarez, uruguaiano di status, ma inglese di adozione calcistica, visto che da anni fa le fortune del Liverpool e ieri giustiziere dei 'Leoni'. E già sui giornali non mancavano le ironie sulla spedizione extra large che contemplava uno staff di 72 persone, tra cui uno psicologo, un cuoco, nutrizionisti e anche un esperto per il manto erboso: tutto tranne ciò che serve per vincere le partite sul campo. E siccome gli assenti sono sempre rimpianti, giù con le polemiche per la mancata convocazione di vecchi guerrieri come Ashley Cole e Carrick per favorire ragazzi di belle speranze, futuribili, ma forse non ancora pronti per un campionato del mondo. Passate le polemiche, bisognerà rifondare: difficilmente della nuova Inghilterra faranno parte vecchi leoni come Lampard e Gerrard. E viene difficile credere a un futuro ancora con Roy Hodgson, condottiero triste di un flop da dimenticare in fretta.

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