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Ventura: «Italia, sono soddisfatto di te»

Ventura: «Italia, sono soddisfatto di te»
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Il ct ha parlato alla vigilia della gara contro l'Albania usando toni concilianti ed evitando le polemiche

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dal nostro inviato Andrea Ramazzotti

domenica 8 ottobre 2017 20:28

SCUTARI (Albania) - Ventura, qual è il suo stato d’animo? Si aspetta che i giocatori siano più squadra rispetto alle ultime gare?
«Di assoluta serenità per come ho visto la squadra, anche stamani. Mi aspetto un passo in avanti rispetto al secondo tempo contro la Macedonia. Di partite le abbiamo centrare quasi tutte eccetto 1-2 e sono soddisfatto del percorso fatto da quando siamo partiti. I margini di miglioramento sono gradi, ma per migliorare ci vuole tempo. Siamo cresciti nell’ultimo periodo e questo è successo grazie alla voglia dei ragazzi e alla loro disponibilità. Mi auguro che quando avremo superato gli spareggi questo processo di crescita continuerà ancora».

Cairo ha detto “Ventura deve tornare a fare il Ventura”. Cosa deve fare lei? Cosa vuol dire fare il Ventura?
«Non lo sapevo perché non ho visto i giornali… So a cosa si riferisce. In passato quando c’erano difficoltà vere o presunte attraverso un certo tipo di comportamento abbiamo ribaltato tutto e rimesso a posto la classifica. Non c’è bisogno di fare il Ventura. Sono soddisfatto di quello che abbiamo fatto negli ultimi 14-15 mesi perché disponibilità e comportamento sono stati inappuntabili. In alcuni pezzi di partita potevamo fare meglio, ma nel complesso non solo sono soddisfatto, ma ho anche ringraziato pubblicamente i ragazzi per quello che hanno fatto».

Cosa si aspetta dal match contro l’Albania?
«E' la prima volta che l’Italia viene in Albania a giocare una partita di qualificazione e questo è momento storico. Sarebbe bello che fosse una festa di calcio, una partita piacevole. Noi abbiamo ancora degli obiettivi e dobbiamo fare punti per essere teste di serie nei futuri play off. Al 50% ci proviamo e al 50% lavoriamo per fare passi avanti nel nostro progetto. Panucci lo saluterò con piacere perché è un amico».

Avrebbe preferito non sfidare Panucci?
«Se non ci fosse stato Panucci ci sarebbe stato De Biasi… Vi allenano solo gli italiani. Gli allenatori sono importanti, ma i giocatori lo sono ancora di più. Speriamo sia una partita assolutamente piacevole».

Dal confronto con i giocatori può essere emerso che il 4-2-4 in certe gare non va bene?
«Non è questo il tema. Faccio un passo indietro per spiegarmi meglio: quando sono partito un anno e mezzo fa ho detto che la Nazionale dell’Europeo era in là con l’età e che era necessario un ricambio generazione che non poteva prescindere da chi ha fatto la storia della Nazionale ovvero Buffon, De Rossi, Barzagli, Chiellini e Bonucci. Li consideravo dei punti di riferimento dello spogliatoio. Ieri c’è stato una riunione nella quale loro hanno parlato con i più giovani non di moduli, ma di spirito da mostrare quando si ha la maglia azzurra addosso, di cosa è necessario per arrivare ai Mondiali attraverso gli spareggi. Ecco perché li ringrazio. Sono stati fatti passi in avanti enormi, ma adesso conta il campo e domani vedremo».

E’ deluso dal comportamento e dal rendimento dei giovani?
«Quando hai dei giovani devi dare loro il tempo di metabolizzare le difficoltà e le capisca. Un giovane non può entrare e fare la differenza. Magari può fare una cosa importante per lui, ma non determinante per la squadra. I giovani arrivano in alto dopo aver fatto dei passaggi. Quello che paghiamo oggi, ci permetterà un domani di passare alla cassa».

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