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Figc, il sostituto pm Trantino lascia: «Tavecchio doveva andarsene»

Figc, il sostituto pm Trantino lascia: «Tavecchio doveva andarsene»

L'avvocato ha lasciato l'incarico per protesta contro il presidente Federale: «Come faccio a spiegare ai miei figli la cultura dei meriti?»

 

venerdì 17 novembre 2017 10:44

ROMA - Enrico Trantino, avvocato presidente della Camera penale di Catania, ha annunciato su facebook, allegando la foto con la lettera ufficiale inviata al Procuratore Pecoraro, le sue dimissioni da sostituto procuratore della Figc a seguito delle mancate dimissioni del presidente Carlo Tavecchio dopo la mancata qualificazione dell'Italia ai Mondiali di Russia del prossimo anno. «Ho sempre svolto il mio ruolo con passione, rinunciando in questi ultimi anni a ogni rimborso e all'accredito di biglietti per partite di calcio, unico reale benefit di cui disponiamo. Appartengo a quella schiera, convinta che la nostra epoca abbia bisogno di riferimenti credibili e autorevoli in grado di assumersi le proprie responsabilita'; senza cercare capri espiatori su cui scaricare la colpa di ogni fallimento, pur di non abbandonare ruoli di potere» le parole di Trantino. «Ho patito, come tutti, l'eliminazione dai mondiali: quel momento che ogni quattro anni, da quando sono nato, con i suoi riti, gioie e amarezze accompagnava una parte della mia estate. Non ho titolo per esprimere quel che penso sull'amaro epilogo della nostra avventura. Ma mi sarei atteso un gesto di fierezza da parte di chi, per avere stabilito chi dovesse guidarci, rassegnasse le dimissioni».

CULTURA DEI MERITI - D'altra parte si chiede Trantino «come faccio a spiegare ai miei figli la cultura dei meriti se chi sbaglia, invece di chiedere scusa e defilarsi, pretende conferme di poteri? La risposta allora diventa obbligata. Se costoro non sbagliano e mantengono, con il tacito placet di chi dovrebbe indurli a piu' fieri consigli, il ruolo di comando che occupavano al momento del naufragio, evidentemente sbaglio io. E non posso permettere che il sig. Tavecchio e la Federazione annoverino nei propri ranghi un collaboratore che possa procurare loro imbarazzo con la sua anacronistica visione. Le sorti del mondo dipendono, piu' che da chi governa, da chi glielo consente senza mai esercitare un dissenso costruttivo. Non volendo essere annoverato tra questi mi resta una sola alternativa. RassegnarLe le mie irrevocabili dimissioni, ringraziando la Procura per questi lunghi e costruttivi anni, in cui spero di avere apportato un modesto contributo». (in collaborazione con Italpress).

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