Infantino, non avere Fifa. Nel nome di Mahsa, butta fuori l'Iran dai Mondiali

La federcalcio mondiale non può continuare a ignorare ciò che sta accadendo nella Repubblica islamica dove Mahsa Amini, 22 anni, rea di non avere indossato bene il velo, è stata arrestata e picchiata a morte mentre era sotto custodia della "polizia morale". La rivolta è scoppiata in tutta la nazione: 76 le vittime accertate degli scontri di piazza, 3 mila le persone arrestate. Clamorosa è stata la protesta dei nazionali iraniani: prima dell'amichevole con il Senegal, sono scesi in campo con una giacca nera sopra la divisa, in segno di lutto e di solidarietà con le donne iraniane. Il gesto ha fatto seguito alla durissima presa di posizione di Sardar Azmoun, la stella dell'Iran, che su Instagram aveva pubblicato una storia in cui prendeva posizione a favore delle connazionali: "Non possiamo più tacere". #Iranprotest2022 #IStandWithTheWomenOfIran
Infantino, non avere Fifa. Nel nome di Mahsa, butta fuori l'Iran dai Mondiali© EPA
4 min
Xavier Jacobelli
TagsQatarIranFifa

Il capo chino, la giacca della tuta, nera in segno di lutto, mentre risuonavano le note dell'inno nazionale iraniano sul terreno di gioco della Trenkwalder Arena di Maria Enzersdorf, lo stadio dell'Admira Wacker, in Austria, prima dell'amichevole Iran-Senegal. Così Sardar Azmoun, 27 anni, attaccante del Bayer Leverkusen, stella del calcio del suo Paese e i suoi compagni hanno voluto clamorosamente protestare in diretta tv per la morte di Mahsa Amini, 22 anni. Il 13 settembre scorso, a Teheran, Mahsa era stata arrestata dalla 'polizia morale' del regime degli ayatollah, accusata di avere violato la legge sull'obbligo del velo per non avere indossato adeguatamente l'hijab. Secondo il cugino Erfan Salih, intervistato dall'Afp, "Mahsa era in visita a Teheran con la madre, il padre e il fratello quando ha incontrato la famosa polizia morale ed è morta dopo essere stata colpita alla testa con un manganello". La protesta ha dilagato in tutto il Paese: fonti dell'opposizione parlano di almeno 76 vittime e 18 mila arrestati detenuti in condizioni inumane, bestiali pestaggi della polizia il cui capo ha annunciato che "gli agenti useranno tutta la loro forza a disposizione per contrastare le cospirazioni dei controrivoluzionari ed elementi ostili".

Qatar 2022, dall'Arabia Saudita all'Uruguay: 32 nazioni in lotta per la Coppa del Mondo
Guarda la gallery
Qatar 2022, dall'Arabia Saudita all'Uruguay: 32 nazioni in lotta per la Coppa del Mondo

Nel ritiro della nazionale iraniana, qualificatasi ai Mondiali come il Senegal di Koulibaly, durante le ore precedenti l'amichevole Azmoun era stato il primo a prendere pubblicamente posizione. Ha sfidato pubblicamente il regime di Teheran con una storia pubblicata sul suo profilo Instagram che conta 5 milioni di follower e poi fatta sparire, non da lui: "La punizione definitiva per me è essere espulso dalla Nazionale: un piccolo prezzo da pagare per una sola ciocca di capelli di una donna iraniana. Ciò che è accaduto non sarà mai cancellato dalla nostra coscienza. Non ho paura di essere estromesso. Vergognatevi per avere ucciso le persone così facilmente. Lunga vita alle donne iraniane". I cui diritti vengono sistematicamente calpestati, anche nello sport. Il 29 marzo scorso, a Mashhad, nella provincia di Khorasan, Nord-Est del Paese, si è giocata la partita Iran-Libano per le qualificazioni mondiali. Duemila tifose avevano regolarmente acquistato il biglietto d'ingresso allo stadio, loro proibito dalla polizia che ha usato lo spray al peperoncino per disperderne la protesta. Diffondendo su Twitter il video dei malori e dello choc provocato dal brutale intervento, Openstadiums, il movimento iraniano che si batte contro la discriminazione delle donne negli stadi della Repubblica islamica, ha scritto: "Che cosa deve succedre ancora per porre fine questo barbaro comportamento?". L'appello alla Fifa affinché punisse la federazione di Teheran escludendola dai mondiali rimase inascoltato: l'organizzazione di Infantino non volle inimicarsi gli ayatollah. Mancano 52 giorni all'inizio del Mondiale: dopo la morte di Mahsa, di coloro che hanno manifestato in suo nome e la protesta della Nazionale, i cui giocatori rischiano la stangata del regime, riuscirà Infantino a vincere la Fifa? Butterà fuori dal mondiale chi calpesta in modo così barbaro e criminale i diritti delle donne? Coraggio. Paghi il suo prezzo per una sola ciocca di capelli di una donna iraniana.


Acquista ora il tuo biglietto! Vivi la partita direttamente allo stadio.

Commenti