L'arbitro somalo respinto dai Mondiali torna a casa e viene accolto come un eroe

Gli Stati Uniti avevano negato il visto a Omar Artan per "problemi di verifica", Mogadiscio gli rende omaggio: tutti i dettagli
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Pubblicato il 10.06.2026, 13:19 (Aggiornato il 10.06.2026, 13:32)

MOGADISCIO (SOMALIA) - L'arbitro somalo Omar Abdulkadir Artan, a cui è stato negato l'ingresso negli Stati Uniti per i Mondiali 2026, è stato accolto in patria, a Mogadiscio, da una nutrita folla di sostenitori e funzionari locali. Nominato miglior arbitro africano nel 2025, sarebbe stato il primo somalo nella storia a dirigere una partita della Coppa del Mondo, ma al suo arrivo all'aeroporto di Miami - dove si trova il centro di preparazione degli arbitri - è stato respinto per "problemi di verifica". Il motivo? Un funzionario del Dipartimento di Stato americano, parlando con i media francesi, ha dichiarato che l'arbitro era "legato a presunti membri di organizzazioni terroristiche" e che dunque "il viaggiatore non era idoneo all'ingresso negli Stati Uniti". Per questa ragione Artan era stato escluso dalla lista dei direttori di gara della kermesse iridata.

"Lo prometto: sarò ai Mondiali del 2030"

"Vi prometto, se Dio vuole, che parteciperò alla prossima edizione (dei Mondiali 2030, in programma in Spagna, Portogallo e Marocco ndr) - ha dichiarato Artan all'aeroporto internazionale di Aden Adde, dove centinaia di persone gli hanno reso omaggio sventolando la bandiera somala. "Voglio - prosegue l'arbitro - che il pubblico somalo trovi conforto in questo e mantenga la fiducia". Il direttore di gara è stato poi è stato scortato dagli agenti di polizia al terminal Vip dell'aeroporto, dove è stato accolto dal Ministro della Gioventù e dello Sport somalo, da funzionari della Federazione calcistica somala e da altre personalità.

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"E' compito di tutti noi difendere il nome della Somalia - ha aggiunto Artan - La Somalia ci appartiene, che sia in una situazione difficile o meno. Quella bandiera e quel passaporto ci appartengono".