Doveva essere il debutto dell'Italia e invece c'è la Bosnia: ecco la notte più amara
Era già segnato sull’agenda di tutti gli italiani, cerchietto rosso intorno a una data, quella del 12 giugno 2026, ore 21, stasera. Collegati con Toronto, con lo stadio di casa della nostra prima avversaria mondiale. Canada-Italia, pronostico facile per gli azzurri, avremmo detto. Loro hanno David, che ha trascinato la Juventus fuori dalla Champions, e Davies (ma per questo esordio non ci sarà), che arriva da una stagione con tante difficoltà nel Bayern Monaco, e Buchanan, che nei mesi trascorsi all’Inter mica ha lasciato chissà quali ricordi. Il resto è di secondo livello rispetto al nostro. Rispetto a quello che molti di noi pensavano dell’Italia.
Italia, il drammone
Poi però siamo andati in Bosnia per lo spareggio. Rideva qualche azzurro quando in semifinale i bosniaci avevano eliminato il Galles e toccava a loro sfidarci. Che paura farà mai una squadra che ha un solo grande giocatore di quarant’anni. Siamo arrivati a Zenica e siamo stati capaci di trasformarla già alla vigilia in un inferno. Il Bilino Polje di Zenica, capienza 13.000 spettatori, non il Bernabeu, il Camp Nou, l’Anfield Road e nemmeno il vecchio Celeste di Messina. E da lì, da quello stadiolo, ci siamo catapultati nel terzo drammone calcistico. Stasera a Toronto ci saranno loro, i bosniaci, al posto nostro. E qualcuno rideva...
Amarezza e rabbia
Vedremo Dzeko, non Kean, ci sarà il giovanissimo Alajbegovic, che ci fece letteralmente impazzire, e naturalmente Tabakovic, che segnò il gol della nostra rovina. Non sarà una bella serata soprattutto per Gattuso. Starà pensando alla Lazio ma, conoscendolo, avrà ancora addosso la rabbia, l’amarezza, la delusione di quella notte. E’ capitato anche a Ventura e anche a Mancini, che sta per tornare di nuovo sulla panchina abbandonata nottetempo per correre ad abbracciare i soldoni arabi. Chissà se Rino avrà mai la possibilità di tentare un riscatto.
La storia
Inutile nascondersi o far finta di niente, stasera staremo male tutti. Gli over 50, che si sono tuffati nelle fontane di tutta Italia nell’‘82 e nel 2006, gli under 20 che non hanno mai avuto quella fortuna e gli under 12 che non hanno mai visto la Nazionale in un Mondiale. E sarà così per tutto il girone. Il 18 giugno la Bosnia incontrerà la Svizzera a Los Angeles. Ahi, altra mazzata, altro colpo al cuore: finale del ‘94, Baggio, il rigore fra le nuvole di Pasadena, il Brasile campione del mondo, Baresi in lacrime consolato da Gigi Riva. Stavolta si giocherà al Sofi Stadium, non al Rose Bowl, però è sempre California, sempre Los Angeles. Che ce lo fanno apposta? L’ultima a Seattle, il 24 giugno, Bosnia-Qatar. Ma noi saremmo passati? E’ giusto farsi questa domanda, perché noi, è bene non dimenticarlo, siamo rimasti a casa per colpa della Svezia, della Macedonia e della Bosnia. E se vogliamo dirla tutta, nel 2014, ultima apparizione azzurra in un Mondiale, siamo stati cacciati dal Brasile per una sconfitta contro Costa Rica. Magari ci ripescavano fra le migliori terze, ma anche l’Italia avrebbe dovuto impegnarsi a fondo per entrare fra le dodici nazionali (su quarantotto) subito eliminate. Ne riparleremo fra quattro anni. Intanto stasera staremo comodi sul divano, potremo fare anche zapping, oppure un pisolino, senza tensione, senza soffrire e senza urlare. Ma che Mondiale è un Mondiale senza urlare?
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