Montella si difende: "In Turchia c'è chi spera nelle mie dimissioni, non accadrà"
L'avventura della Turchia al Mondiale si ferma alla fase a gironi. La nazionale di Yildiz e Calhanoglu è stata eliminata dopo appena due giornate, nelle quali ha perso contro l'Australia e il Paraguay. Nonostante ciò, Vincenzo Montella non si dimetterà. A confermarlo è stato lo stesso tecnico italiano alla vigilia dell'ultima gara, contro gli Stati Uniti: "Sono un professionista, in tutti questi anni ho messo il cuore in questo lavoro. Se mi chiedete se mi dimetto, la risposta è no".
Montella: "Continuerò finché il presidente e i giocatori non diranno il contrario"
Montella ha deciso di proseguire la propria avventura alla guida della nazionale turca, essendo già stato confermato dal presidente federale: "Ho portato la Turchia a qualificarsi sia per gli Europei che per i Mondiali. Il sostegno del presidente e dei giocatori per me è sufficiente. Ho ancora energia, ho ancora entusiasmo. Dopo queste esperienze mi sento più forte. Chi vuole le mie dimissioni deve accettare che non accadrà. Continuerò finché il presidente e i giocatori non diranno il contrario".
Montella: "Non accetto attacchi personali"
Per il tecnico italiano non il suo lavoro non è tutto da buttare, tutt'altro. "Non è stato facile all'inizio. Il primo obiettivo era andare all'Europeo e ci siamo riusciti, abbiamo sostenuto i giovani, i giocatori hanno iniziato a mostrare il loro valore. Siamo riusciti a salire anche nella Lega A di Nations League. Volevamo qualificarci ai Mondiali e siamo riusciti a fare anche questo. Il passo successivo sarà mantenere questo livello: non sarà facile". Montella ha quindi preso le difese dei propri ragazzi: "I giocatori qui sono il futuro e non accetto attacchi personali. Siamo come una famiglia, io sono come un fratello maggiore per loro. Alcuni giocatori hanno sofferto molto dopo le sconfitte". Sui numeri registrati: "Abbiamo fatto 62 tiri, 590 azioni dentro l'area, siamo secondi nel torneo nel possesso medio e nei passaggi verticali dopo la Spagna. Siamo terzi per occasioni e calci d'angolo. Nel calcio bisogna segnare: ci siamo andati vicini ma non ci siamo riusciti. Se avessimo segnato, oggi parleremmo di altro. Non si può però buttare via tutto il lavoro fatto. Io non mi arrendo e sono fortunato perchè il presidente sostiene il progetto per far crescere i giocatori".
Yildiz: "Siamo dispiaciuti". A vuoto il ricorso per rigiocare la gara col Paraguay
Oltre a Montella, in conferenza stampa ha parlato anche Yildiz: "Siamo dispiaciuti, ma vogliamo chiudere il torneo a testa alta. Le statistiche non vincono le partite, i gol sì. Speriamo di segnare contro gli Stati Uniti. Daremo il massimo per onorare la maglia". Intanto, è andato a vuoto il ricorso presentato dalla Federazione turca per chiedere di rigiocare la gara col Paraguay. La Turchia contesta un mancato secondo giallo nei confronti di Matias Galarza al quarantacinquesimo minuto. Il giocatore aveva raccolto da terra l'orologio che era caduto all'arbitro, mettendoselo al polso. Già ammonito, il giocatore avrebbe dovuto ricevere il secondo giallo. Per la Fifa, però, non si è trattato di un episodio tale da comprometterre la gestione della partita.
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