David trascina il Canada: contro il Sudafrica per lanciare un segnale alla Juve
Fino al minuto ottantadue della seconda partita del girone con la Repubblica Ceca, il Sudafrica sembrava praticamente eliminato. Sconfitta contro il Messico e zero a uno - immeritato - che viene pareggiato a sette dalla fine dal rigore di Teboho Mokena, ventinovenne che ha sempre giocato in patria. Figlio d'arte che ha riscosso meno successo del padre, per anni protagonista in Europa con Genk, Blackburn e Portsmouth, ma che era troppo giovane per far parte della vittoria (in casa) della Coppa d'Africa del 1996, quando i Bafana Bafana raggiunsero il sedicesimo posto nella graduatoria FIFA. Stavolta hanno passato il turno inaspettatamente, con la rete di Thapelo Maseko contro la Corea del Sud. Non bisogna sottovalutare le statistiche: i tiri in porta erano dalla loro parte, al netto di un possesso migliore degli asiatici. A gennaio Maseko è finito in prestito a Limassol, città cipriota, perché al Mamelodi Sundowns non era titolare.
Canada, tutto da perdere contro il Sudafrica
Con queste premesse sembrerebbe già un traguardo straordinario aver raggiunto i sedicesimi, visto che per la prima volta il Sudafrica ha passato la fase a gruppi. Dall'altra lato il Canada, secondo nel girone con Svizzera, Bosnia e Qatar, vorrebbe continuare a sognare, pur avendo perso l'opportunità di giocare due gare a Vancouver. Gli uomini di Marsch sono gli assoluti favoriti e proprio per questo rischiano di trovarsi in trappola. Non dovrebbero esserci cambiamenti nell'undici di partenza, con il solo Koné che mancherà e Ahmed in ballottaggio con Millar sulla sinistra.
David, la Juve spera di più per trovare acquirenti
Problema, soluzione e di nuovo punto di domanda. Jonathan David in questa Coppa del Mondo ha vissuto un andamento ondivago. Maluccio all'esordio, tripletta contro i qatarioti, poi solo omonimo di Promise per il gol della bandiera con gli elvetici. La Juventus forse spera in qualcosa di più per trovare acquirenti, visto che ha già un piede e mezzo fuori dall'uscio per Luciano Spalletti. Più facile trovare un acquirente per lui che non per Openda, ma questo è un discorso differente. Con i sudafricani è chiamato a fare la differenza e dovrà reggere la pressione, cosa che non gli è riuscita particolarmente bene né con il club né con questa nazionale. "Johnny", come lo chiamano all'interno del gruppo, deve fare un passo in più, prendersi più responsabilità e trascinare, considerato che è nettamente l'uomo più rappresentativo. Eventualmente a Houston contro Marocco e Olanda sarà un'altra storia, ma il peso ora è tutto dalla parte dei canadesi.